Recensione Google Pixel 11 Pro XL: la vera alternativa indipendente

Wait 5 sec.

Nessuna sorpresa nella confezione che ovviamente include solo il cavetto USB-C per lo scambio dati e la ricarica. Abbiamo anche provato la cover originale, da acquistare a parte. Ottima dal punto di vista della protezione ma anche quest'anno davvero ingombrante, forse troppo per uno smartphone che già non è certo compatto. Ad un occhio distratto questo Pixel 11 Pro XL potrebbe sembrare esattamente identico al modello degli anni precedenti. Abbiamo infatti una scocca con pochi cambiamenti rispetto al passato. Il blocco fotografico è leggermente più sporgente e posizionato appena poco più in basso. Quanto basta per non rendere più compatibili le vecchie cover. In mano i suoi 226 grammi di peso continuano a farsi sentire, nonostante la cura dimagrante rispetto al modello dell'anno precedente. In mano è uno degli smartphone più impegnativi in circolazione, ma non è comunque qualcosa di radicalmente dissimile dai concorrenti.Il vetro posteriore è in Gorilla Glass Victus 2 e abbiamo ancora il trattamento IP68 per resistere ad acqua e polvere. Curioso il fatto che fra le varie colorazioni quella nera (da noi testata) sia l'unica con il profilo opaco invece che lucido. Una scelta diversa dal solito che garantisce anche più scelta al pubblico. La scheda tecnica di Pixel 11 Pro XL si aggiorna e non sono tutte buone notizie. Il più grande cambiamento positivo è sicuramente nel processore con il passaggio al nuovo Tensor G6 a 7 core con un nuovo processo produttivo a 3 nanometri. Non è la rivoluzione a 2 nanometri che tanti aspettavano ma ci sono dei concreti miglioramenti, anche nella gestione delle TPU (per l'intelligenza artificiale), nella parte di elaborazione delle immagini e soprattutto nei consumi. L'azienda non ha voluto specificare se il nuovo modem sia davvero Mediatek come volevano le voci ma noi abbiamo avuto modo di testarlo in una situazione "limite" e la ricezione ci ha stupito in positivo. La GPU invece è un po' una delusione. Si tratta di una PowerVR CXTP-48-1536 di vecchia concezione. Comunque sufficiente per buona parte dei giochi 3D per girare in modo soddisfacente.I passi in avanti dovuti a questo processore sono tangibili, ma nel complesso un concorrente Qualcomm o Mediatek premium garantisce ancora molta più potenza pura su tutti i fronti. Google ha quindi finalmente fatto il passo che serviva per liberarsi dei limiti del passato e poter considerare questa CPU davvero premium, ma il divario è ancora presente con la concorrenza.La notizia cattiva è sulla RAM che, solo per la versione da 256 GB, passa da 16 a 12 GB. Rimane il quantitativo massimo sui tagli da 512 GB e 1 TB. Poco male, ma su un telefono che punta tutto alla AI e alla durevolezza forse meglio optare per quello con il 33% di RAM in più. Ottima la connettività: Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, ultrawideband, supporto eSIM (anche se quello nanoSIM è singolo), GPS dual band, uscita video USB-C 3.2 e anche sos satellitare. Benché non sia perfetto, ci sembra di aver notato miglioramenti anche sul lettore di impronte digitali ultrasonico. L'audio stereo è discreto.La novità di quest'anno è il ritorno del led di notifica. Si tratta di un multi led RGB sul retro in quello che sembrerebbe solo un led flash. Peccato che funzioni solo per Gemini e le chiamate. Un po' poco. Dal punto di vista fotografico le novità sono nel sensore principale e in quello zoom, anche se i numeri non raccontano cambiamenti. Abbiamo una lente principale da 50 megapixel ƒ/1.7, una grandangolare 48 megapixel ƒ/1.7 e una lente periscopica zoom 5x da 48 megapixel ƒ/2.8. È sempre un peccato non avere un rapporto di zoom anche inferiore (fra 3x e 4x) che secondo noi è molto più sfruttabile nel quotidiano. La resa di queste fotocamere è molto buona e ancora una volta è Google a metterci moltissimo lato software ed elaborazione, oltre che puramente software anche tramite il suo ISP nel processore proprietario. Le immagini sono nitide, con buoni colori e un buon bilanciamento della luce. Solo la messa a fuoco a volte è un po' incerta, soprattutto al buio ma non solo. Solitamente si risolve facilmente con un tap sul punto preciso che si vuole mettere a fuoco. Buona anche la fotocamera grandangolare e quella zoom, che ora si può spingere fino ai 120x, ovviamente applicando una sua magia di AI che ricostruisce in parte il risultato finale perché possa apparire ancora chiaro (ma non diremmo mai "nitido"). Simpatico, ma non rivoluzionario. Di notte lo smartphone poi scatta molto più velocemente rispetto a prima e con migliori risultati.Migliora anche la parte video, che può sempre registrare in 8K, oppure in 4K a 60fps. C'è anche una ultra stabilizzazione che vi costringe però a passare al FullHD. Peccato nell'anno in cui i concorrenti implementano stabilizzazioni da action cam. La resa dei video è ancora una volta molto buona, ma ancora una volta è anche non perfetta, con qualche miglioramento ancora possibile nella nitidezza (a volte esagerata), nella scienza dei colori e nelle situazioni di movimento. C'è ancora una volta la modalità video boost. L'elaborazione cloud è particolarmente lenta ma quest'anno sembra agire in modo ancora più incisivo sulla stabilizzazione, che è un bel vantaggio.Discreta la fotocamera frontale sempre da 42 megapixel (ƒ/2.2) ancora capace di registrare in 4K, con tutti i pregi e i difetti degli altri sensori.Ci sono delle belle novità nell'app che include ora alcune nuove funzionalità degne di menzione. Abbiamo dei camera looks che sono in sostanza degli stili di scatto e una nuova modalità creator per i video, che direttamente dall'app fotocamera può abilitare un teleprompter che scorre mano a mano che leggete il testo, una griglia di "sicurezza" per l'upload su piattaforme come Instagram e TikTok, un VU meter e anche la possibilità di salvare le clip direttamente in progetti diversi, avendo così le clip già catalogate.C'è anche una nuova modalità di scatto che affianca foto e video dal nome Magic Capture. In pratica crea un piccolo video e ne estrae anche delle foto ad alta risoluzione dei momenti migliori. Una rivisitazione di best take (che comunque è sempre presente) che onestamente crediamo in pochi useranno davvero nel quotidiano. L'unica vera novità sul display è la nuova luminosità massima di picco di 3.600 nit, che supera la già buona luminosità massima di 3.200 nit degli scorsi anni. Il pannello è sempre un 6,8" LTPO OLED a 120 Hz con risoluzione di 1.344 x 2.992 pixel. Lo schermo è godibile, con colori ben tarati e supporta HDR10+ e anche always-on display completo e che integra anche la comodissima funzionalità di Now Playing che mostra i brani in riproduzione vicino a voi. Uno Shazam sempre attivo. Gli smartphone Pixel sono da sempre l'emblema del prototipo di smartphone Android e pertanto escono con l'ultima versione, in questo caso Android 17 e soprattutto arricchiti con tante funzionalità esclusive che troviamo poi solitamente solo nei Pixel. Una di queste è per esempio la già citata Now Playing, oppure le modalità di non disturbare, in stile Apple o Samsung, l'assistente di chiamata e le simpatiche (e inutili) audio emoji durante le telefonate. C'è poi una perfetta integrazione con l'intelligenza artificiale di Google, ovvero Gemini. La ritroviamo anche sugli altri dispositivi Android, ma è chiaro come su questo dispositivo offra la migliore integrazione. Per esempio in Rambler la nuova sorprendente funzionalità che vi permette di dettare il testo a ruota libera, per esempio per un messaggio di chat e di trovarlo trascritto alla perfezione, eliminando incertezze o frasi sbagliate che poi abbiamo corretto. Ci sono app a pagamento che fanno la stessa cosa ma trovarlo integrato nello smartphone è un piccolo sogno e la dimostrazione di come l'intelligenza artificiale possa essere usata davvero in modo intelligente.Buona anche l'integrazione con Instagram e alcune app di social, che dimostra come si possa sfruttare meglio il potenziale hardware di uno smartphone, anche se non si è comprato un iPhone. Mancano invece però alcune integrazioni di Gemini Intelligence che rimangono esclusiva del mercato statunitense.Apprezziamo poi comunque sempre la coerenza e la piacevolezza delle animazioni della grafica Material che Google utilizza su suoi smartphone Google. Poche altre aziende mettono così tanta cura nei dettagli del software. E ricordiamo che verrà poi aggiornato per ben 7 anni, anche con nuove versioni del sistema operativo. Il massimo per la categoria. La batteria di questo smartphone è da 5.115 mAh, quindi per assurdo appena più piccola dell'anno scorso. Eppure l'autonomia è migliore, soprattutto nell'utilizzo misto quotidiano. Se il processore va comunque un po' in sofferenza con carichi pesanti, come molto gaming, nel complesso l'autonomia sembra essere migliorata. Non a livello sconvolgenti e non raggiunge i concorrenti cinesi con batterie al silicio carbonio molto più capienti, ma sufficientemente per essere comunque apprezzabile. Sarete quindi un po' più tranquilli nel quotidiano, ma non aspettatevi risultati sconvolgenti. È presente la ricarica rapida a 45W, ma soprattutto quella wireless Qi2.2 nella versione completa, che offre sia la ricarica rapida a 25W, che il supporto agli accessori magnetici, rimanendo l'unico produttore Android di fatto ad avere il supporto al "MagSafe". Google Pixel 11 Pro XL aumenta di 100€ arrivando quindi a 1.399€. Non proprio quello che avremmo voluto per uno smartphone che parte ora con meno RAM di prima, nonostante i vari miglioramenti. Purtroppo la crisi delle RAM però la conosciamo e in questo 2026 dobbiamo arrenderci a questo cambiamento. La promozione di lancio (fino al 1 settembre) è però ghiotta se avete uno smartphone da rendere, visto che avrete uno sconto extra di 400€. In pratica il valore verrà scalato partendo da 999€ per il modello da 256GB. Decisamente più allettante. Il sample per questa recensione è stato fornito da Google, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.L'articolo Recensione Google Pixel 11 Pro XL: la vera alternativa indipendente sembra essere il primo su Smartworld.