Il governo che forse più di tutti gli altri ha contestato il Green Deal europeo si trova davanti alla possibilità di spendere la bellezza di 14,4 miliardi di euro per finanziare interventi legati proprio alla transizione energetica. La nuova flessibilità concessa dalla Commissione sul Patto di stabilità permette infatti all’Italia di non conteggiare queste spese ai fini della regola del deficit, a condizione che siano destinate a rafforzare la sicurezza energetica, sganciarsi dalle importazioni e accelerare il passaggio dalle fonti fossili alle tecnologie pulite (nucleare e rinnovabili).Il braccio di ferro Roma-BruxellesIl braccio di ferro tra Roma e Bruxelles è cominciato lo scorso maggio, nel pieno della crisi del gas e del petrolio innescata dalla guerra in Medio Oriente, che ha spinto il governo Meloni a chiedere a gran voce interventi straordinari per far fronte al caro carburante e al caro bollette. La richiesta avanzata dall’esecutivo italiano era la seguente: concedere più flessibilità di spesa ai governi per fronteggiare i rincari dell’energia. Un appello accolto solo in parte dalla Commissione europea, che ha dato luce verde alla proposta italiana ma a una condizione ben precisa: i soldi devono essere utilizzati per finanziare «misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico». In altre parole: la flessibilità rispetto alle norme di bilancio deve servire per accelerare la transizione verso rinnovabili e fonti di energia pulita, non certo per finanziare nuovi tagli sulle accise.Le aree di intervento ammesse dall’UeIeri, martedì 18 agosto, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea è stata pubblicata una nota che spiega più nel dettaglio quali interventi sono ammissibili per le nuove regole sulla flessibilità e quali no. La Commissione Ue ha individuato 22 aree di intervento, divise tra famiglie, imprese, settore pubblico, infrastrutture di trasporto e settore energetico. Una lista che include pompe di calore (alternative più efficienti ed ecologiche alle caldaie a gas), riqualificazione degli edifici, fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, reti elettriche, infrastrutture per la ricarica, ferrovie e trasporto pubblico, oltre agli investimenti nelle centrali nucleari.Doccia fredda per il governo sul decreto bolletteSfuma anche l’ipotesi in cui più sperava il governo Meloni, ossia la possibilità di recuperare i 5 miliardi di euro spesi a inizio anno per il decreto bollette. Nemmeno un euro dei 14,4 miliardi messi a disposizione dell’Italia potrà essere usato per recuperare quei soldi. «L’applicazione retroattiva che interessi misure decise in precedenza non contribuirebbe ad accelerare la transizione energetica, limitandosi invece a creare un margine di bilancio per altri fini», si legge nella nota di Bruxelles.Verso nuovi bonus per pompe di calore, pannelli solari e colonnineA questo punto, l’Italia è chiamata a mettere a punto una lista degli interventi che intende finanziare e sottoporla a Bruxelles, con ogni probabilità a settembre. Tra le ipotesi al vaglio del governo ci sono un nuovo conto termico per spingere le famiglie a sostituire le caldaie con le pompe di calore, interventi di efficientamento energetico degli edifici, pannelli fotovoltaici per scuole, università e ospedali. Per le imprese si studiano garanzie per i contratti di acquisto di energia rinnovabile e investimenti in nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Ci sono poi batterie e sistemi di accumulo, mentre sul fronte dei trasporti entrano in gioco l’elettrificazione delle ferrovie e possibili sconti per studenti su biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale.Anche il nucleare entra nella listaUn po’ a sorpresa, la Commissione europea ha incluso nelle spese ammissibili anche gli investimenti nelle centrali nucleari. Un’apertura accolta con entusiasmo dal governo Meloni, impegnato a reinserire l’energia atomico nel mix italiano già a partire dal prossimo decennio con la costruzione di piccoli reattori modulari. Ma anche qui Roma deve andarci piano: il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha avvertito che bisognerà verificare se siano ammissibili anche le spese per la ricerca e la sperimentazione legate al ritorno al nucleare o alla fusione.L'articolo Pannelli solari, pompe di calore, trasporti e nucleare: il governo studia nuovi incentivi green grazie alla clausola Ue sull’energia proviene da Open.