Avvelenate con la ricina, arrivano i risultati delle analisi da Berlino: il marito Gianni e la figlia Alice Di Vita negativi alla sostanza

Wait 5 sec.

Nuovi dettagli sul giallo di Pietracatella. Gli esami effettuati a Berlino sul sangue di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime morte avvelenate, e della figlia Alice, hanno escluso un’esposizione alla ricina. I campioni erano stati prelevati il primo luglio e analizzati dal Robert Koch Institute, centro di riferimento internazionale per lo studio delle sostanze tossiche. L’esito, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, conferma dunque che né l’uomo né la figlia diciottenne sono mai entrati in contatto con il veleno che ha invece ucciso Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita.Le analisiIl risultato tedesco rafforza quanto già emerso dalle analisi del Centro antiveleni di Pavia, ma permette di chiudere un punto rimasto aperto nell’inchiesta. Gli esperti della Procura di Larino avevano infatti chiesto al Robert Koch Institute di verificare nel sangue la presenza di eventuali anticorpi prodotti dall’organismo in risposta alla ricina. Gli accertamenti hanno dato esito negativo. In precedenza, sul sangue di Gianni Di Vita erano già state eseguite analisi a Pavia, senza trovare tracce della sostanza. Quell’esame, però, non era stato considerato definitivo perché i campioni non erano stati conservati a una temperatura adeguata. Le nuove tecniche utilizzate in Germania, in grado di individuare l’esposizione alla tossina anche a distanza di mesi, hanno consentito di completare l’accertamento.Le indaginiIntanto, la procuratrice Elvira Antonelli ha nuovamente ascoltato Alice Di Vita. La 18enne è la figlia maggiore di Gianni e Antonella e sorella di Sara, morta a dicembre insieme alla madre. Le due donne erano decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra, tra il 27 e il 28 dicembre, dopo essere state ricoverate in condizioni gravissime all’ospedale Cardarelli di Campobasso. In un primo momento si era ipotizzata una violenta intossicazione alimentare. La svolta era arrivata settimane dopo, quando gli accertamenti avevano individuato la ricina. La sostanza non viene normalmente ricercata negli esami tossicologici di routine in pronto soccorso e la sua presenza era stata individuata attraverso le analisi del Centro antiveleni di Pavia e il confronto con banche dati specialistiche. Da quel momento la Procura di Larino ha cambiato radicalmente direzione all’indagine, passando dall’ipotesi iniziale di colpa medica a un fascicolo per duplice omicidio premeditato, tuttora a carico di ignoti.Gli investigatori hanno ascoltato diverse persone e stanno ricostruendo i rapporti della famiglia, concentrandosi in particolare sulle persone che frequentavano più da vicino le due vittime. Ora gli esami effettuati a Berlino aggiungono un nuovo tassello. Padre e figlia superstite non risultano essere stati esposti alla ricina e resta da chiarire chi abbia somministrato la sostanza ad Antonella e Sara e in quali circostanze.L'articolo Avvelenate con la ricina, arrivano i risultati delle analisi da Berlino: il marito Gianni e la figlia Alice Di Vita negativi alla sostanza proviene da Open.