Sigfrido Ranucci di lasciare la conduzione di Report per iniziare davvero una nuova carriera ma in politica non sembra averne alcuna intenzione, per ora. In questi giorni di assedio mediatico con l’arresto dell’«amico fraterno» Valter Lavitola proprio l’attentato contro di lui che per il gip serviva a lanciarne la carriera politica, il giornalista non avrebbe mai smesso di lavorare per la nuova stagione del programma su Raitre che ha ancora intenzione di guidare. A chi lo ha sentito di recente, racconta Serena Riformato su Repubblica, Ranucci assicura di non voler fare alcun passo indietro. E la frase che circola più spesso nelle sue conversazioni è proprio quella di chi vuole restare al suo posto. Per quanto la tentazione di candidarlo da parte di qualche dirigente di partito stia maturando, considerando la popolarità del giornalista per cui già Lavitola aveva visto con un grande potenziale elettorale.Cosa racconta Ranucci agli amici in questi giorni di assedio«Vado avanti come sempre, non ho progetti politici in mente», avrebbe detto Ranucci nei giorni scorsi, come riporta Repubblica. E ancora: «Forse qualcuno sarebbe contento se lasciassi il programma per andare a fare politica, ma a me piace il mio mestiere, che è l’unico che ho dimostrato negli anni di saper fare». Nei suoi sfoghi privati aggiunge anche di avere «la fedina penale pulita» e di non capire per quale motivo dovrebbe essere punito. Lo stesso messaggio lo avrebbe trasmesso giovedì scorso a Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti di viale Mazzini, con cui avrebbe discusso tempi e contenuti della prossima stagione: alcune puntate sarebbero già pronte.Sigfrido Ranucci alla Galleria Alberto Sordi durante la presentazione del libro della presidente della commissione di vigilanza Rai Floridia, Roma, 26 Maggio 2026. ANSA / GIUSEPPE LAMIIl retroscena: il suo nome è già sul tavolo di Pd e M5SSe da un lato Ranucci nega ogni ambizione politica, dall’altro il suo nome viene comunque valutato dentro M5S e Pd in vista delle prossime Politiche. Lo racconta in un retroscena Mario Ajello sul Messaggero, spiegando che Giuseppe Conte non si è mai esposto troppo nella difesa di Ranucci, mentre Elly Schlein aveva ipotizzato un possibile retroscena politico dietro la bomba di Pomezia, con tanto di allusioni a responsabilità del governo. Nel cerchio più vicino alla segretaria dem, il sostenitore più convinto sarebbe Sandro Ruotolo, storico collaboratore di Michele Santoro. Resterebbe però una distanza culturale non da poco tra il conduttore e diversi altri pezzi del Pd, uno fra tutti Dario Franceschini.Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, Rula Jebreal e Sigfrido Ranucci durante la presentazione del libro “Genocidio”, Camera dei Deputati, Roma 27 ottobre 2025. ANSA/FABIO FRUSTACIChi vorrebbe Ranucci in lista e chi invece frenaA proteggere Ranucci in commissione di Vigilanza Rai ci ha sempre pensato un terzetto di deputati M5S, formato dall’ex presidente Barbara Floridia e dai parlamentari Dario Carotenuto e Dolores Bevilacqua, pronti a intervenire ogni volta che il centrodestra alzava il tiro su di lui. Proprio nei giorni scorsi una nota congiunta aveva avvertito i meloniani e tutti quelli che in queste ore invitano il giornalista quantomeno a una riflessione sulla conduzione di Report. Non ultimo l’ex senatore dem Luigi Zanda: «Giù le mani da Sigfrido!». Nel Pd della linea Schlein il conduttore non risulterebbe ancora scaricato, anche se lo stesso non varrebbe per le altre correnti del partito. Pesa, in questo senso, anche il suo seguito tra i magistrati di area progressista, che lo aveva accolto con scroscianti applausi e la standing ovation all’assemblea generale dell’Anm dopo l’attentato. Per non dimenticare l’impegno in prima persona di Ranucci a sostegno del comitato del No al referendum sulla Giustizia. Un fattore che potrebbe cambiare tutto sarebbero eventuali nuove dichiarazioni di Lavitola, laddove dovesse chiarire ulteriormente per esempio quanto sia stato coinvolto il giornalista nella presunta pianificazione di una candidatura a leader del Campo largo. Le dichiarazioni di Lavitola rischierebbero di rivelarsi poco favorevoli a Ranucci, spingendo la politica a scaricarlo invece che a corteggiarlo.La foto agli atti dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Nello scatto del 2022 da sinistra Gomes Clesio Tavares, Sigfrido Ranucci e Valter LavitolaRanucci sulle nuove puntate di Report e l’ipotesi pensioneSecondo colleghi ed ex colleghi della redazione di Report, citati dal Messaggero, Ranucci non starebbe escludendo del tutto un’ultima carta elettorale: «Se non la smettono, io veramente mi candido». Una frase che, scrive Ajello, resta sospesa tra speranza e minaccia. Nel frattempo, sul fronte Rai, non mancano dirigenti convinti che una sua sostituzione non sia affatto scontata: «Gli mancano due anni alla pensione, bisognerebbe anche capire cosa fargli fare, e non dimentichiamo che è anche vicedirettore di Rai 3», racconta una fonte citata da Repubblica. A pesare più della relazione del comitato etico, tenuta sotto chiave dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi, potrebbe essere l’esito di un audit interno coordinato con la procura, per non interferire con l’inchiesta sull’attentato subito dal giornalista nell’ottobre 2025. La redazione di Report tornerà comunque al lavoro da lunedì.L'articolo Sigfrido Ranucci candidato? La tentazione nel M5s, i dubbi nel Pd e gli attacchi per lasciare Report: «Se non la smettono, lo faccio» proviene da Open.