Ma quale TeleMeloni? Giorgia impari da Milei: serve la battaglia culturale libertaria

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In questi giorni agostani durante i quali i telegiornali aprono con notizie fondamentali riguardo al menù da spiaggia con pasta al forno, nelle redazioni televisive si preparano le trasmissioni previste dai palinsesti autunnali. Trasmissioni intrise per lo più di presunta cultura di sinistra, altro che “Tele Meloni”! Marco Pannella la chiamava “l’occupazione di sinistra dell’enciclopedia italiana”, cioè il successo della sinistra nell’applicare la strategia di Gramsci, che consisteva nel conquistare al marxismo oltre agli operai anche gli intellettuali, per infiltrarsi nelle istituzioni e nella cultura della borghesia, per scalzarla.La lunga marcia effettuata per occupare scuole, università, chiese, sindacati, associazioni civili, sistema giuridico e media, ha condotto all’attuale diffusione delle idee socialiste e del wokismo nei media, nelle istituzioni educative e nello Stato. Declinato il mantra della lotta di classe tra datori di lavoro e lavoratori, la battaglia si è spostata in forma di ideologia gender, femminismo radicale, isteria climatica e nuovo mantra della giustizia sociale, alla costante ricerca di un presunto conflitto tra gruppi etnici, tra uomini e donne, tra umanità e natura che consenta di intervenire con leggi speciali e sempre maggiore ingerenza dello Stato. Ogni argomento è buono per invocare un nuovo “cambiamento nello stile di vita” che vada nella direzione del “paradiso” socialista e statalista.A questa battaglia culturale di sinistra se ne dovrebbe contrapporre una libertaria, uguale e contraria, simile a quella che Javier Milei ha condotto e sta conducendo in Argentina e a livello internazionale. Una battaglia, quella di Milei, che intende riaffermare i valori di libertà, antistatalismo e di libera impresa che hanno determinato lo sviluppo economico, tecnologico e sociale nei paesi più progrediti del mondo, contrapposta alle ideologie socialiste o nazionalsocialiste che hanno distrutto e affamato intere nazioni.Leggi anche: ;Tasse abolite, libertà, tagli alla spesa: il primo bilancio su Milei (che nessuno racconta)Le stragi dei comunisti. Mieli dice la verità, panico a La7In giro non si vede nessuna “TeleMeloni”, anzi; e forse troppo poco è stato fatto. Come ammoniva Cossiga “quando hai il potere, usalo!”. Può darsi che in questo ultimo anno di legislatura ci sia ancora modo di rivedere almeno in parte “il piano di marketing” e il conseguente “piano di comunicazione” di un governo non di sinistra che, in quanto tale, non dovrebbe lasciare così grande parte “dell’enciclopedia” in mano alla sinistra.Fabrizio Bonali, 20 agosto 2026L'articolo Ma quale TeleMeloni? Giorgia impari da Milei: serve la battaglia culturale libertaria proviene da Nicolaporro.it.