Ranucci, l’accusa di una giornalista: “Da lui avance durante un colloquio di lavoro”

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Una nuova polemica investe Sigfrido Ranucci, nella bufera per la vicenda dell’attentato subito dal giornalista con una bomba esplosa davanti alla sua abitazione e secondo i magistrati organizzato dal suo amico Valter Lavitola, ora in carcere. Con una lettera aperta a ‘Il Tempo’, la giornalista Angela Camuso accusa il conduttore di ‘Report’ di averle fatto avance quando si rivolse a Ranucci per chiedere di collaborare con la trasmissione di Rai3, in occasione di un incontro negli uffici Rai di Via Teulada e con messaggi sul cellulare. Fratelli d’Italia parla di “gravissime accuse” e chide alla Rai di intervenire. “Credo che se sei il conduttore di Report non puoi permetterti di fare delle avance a una bella giornalista venuta nel tuo ufficio in cerca di lavoro”, scrive la cronista, che ha lavorato per ‘L’Espresso’, ‘Il Fatto quotidiano’, ‘Il Venerdì di Repubblica’, ‘Rai’, ‘La 7’ e Mediaset. Tu in risposta ai miei messaggi in cui mi proponevo come inviata hai mandato un vocale di complimenti sul mio fisico, commentando la foto del mio profilo whatsapp, per dirmi che ero in grande forma. Fuori luogo”, si legge ancora nella lettera. “A te, Sigfrido, evidentemente, delle mie qualità professionali non importava. Avevi un ruolo e l’hai sfruttato per altri scopi. Hai chiuso il tuo vocale mandandomi un bacio con voce languida e io feci finta di niente”, prosegue Camuso. Da Instagram Angela CamusoLa giornalista: “Non ebbi il coraggio di andarti contro”“Non replicai, insomma. Non mi ribellai. Non mi indignai. Non ebbi il coraggio di andarti contro“, sottolinea la giornalista, che poi racconta di un incontro negli uffici Rai di Via Teulada del 9 febbraio 2019, in cui Camuso propose a Ranucci delle idee per servizi giornalistici, ascoltate in modo distratto dal conduttore di Report, che poi manda alla cronista messaggi dal tenore non professionale e proposte di appuntamenti serali, secondo quanto riferito dalla donna: “Scrivevi quindi che avevo gli occhi luminosi e altre cose stupide, per me inutili, tipo che ero l’unica cosa bella che avevi visto quel giorno. Ci rimasi malissimo, di stucco e quest’ultima cosa te la scrissi: ‘Mi sorprendi’. Successivamente i contatti tra i due si diradarono, finendo nel nulla: “La storia finisce che io e Ranucci non siamo mai andati a letto insieme, né mai c’è stato alcun contatto fisico e che io non ho mai lavorato per Report”. Nel finale Camuso si rivolge ancora a Ranucci: “Non sei l’unico predatore del genere, questo sistema in cui le belle donne negli ambienti di lavoro vengono ricattate inquina pure il mondo dell’informazione. Speravo che tu, Sigfrido, fossi diverso. Invece hai seguito le tue voglie, calpestando i sogni“.Montaruli (FdI): “Gravissime accuse di avances, la Rai intervenga”“Il caso delle pesanti denunce mosse dalla giornalista Angela Camuso contro Sigfrido Ranucci, pubblicate oggi da Il Tempo, per avances non richieste durante un colloquio di lavoro, è gravissimo. Purtroppo, dobbiamo rilevare che non si tratta di un episodio isolato. Le sue accuse si inseriscono in un quadro di grave commistione tra sfera privata e professionale già candidamente ammesso dallo stesso Ranucci nel suo libro autobiografico ‘La scelta’, pubblicato nel 2024. Come abbiamo già avuto modo di denunciare pubblicamente in quelle pagine, il conduttore ammette relazioni sentimentali e sessuali nate all’interno del perimetro lavorativo, in particolare con un’aspirante stagista e con una fonte giornalistica”, dichiara la deputata di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai. “Siamo di fronte all’ennesima ombra su colui che si è sempre posto come un baluardo dell’etica del Servizio Pubblico. Mi chiedo se la sinistra e i collettivi femministi continueranno a voltarsi dall’altra parte. Il loro silenzio dimostrerebbe ancora una volta l’esistenza di una morale a doppia velocità, in cui l’abuso di una posizione di potere viene condannato in modo implacabile solo se riguarda gli avversari politici, mentre viene garantito e insabbiato se a commetterlo è un’icona intoccabile della loro fazione. Ma tutto questo è inaccettabile anche per la stessa Rai. Il Servizio Pubblico non può tollerare che un conduttore, forte della sua esposizione mediatica, si senta in diritto di sfruttare la propria posizione di preminenza per scopi personali, che si tratti di stagiste o di giornaliste in cerca di un’opportunità lavorativa. Pretendiamo chiarezza dai vertici Rai e che si faccia immediatamente luce su questi episodi, avviando ogni verifica necessaria sui comportamenti di Ranucci. Ed auspico che le esponenti del Partito Democratico e le paladine del femminismo escano dall’omertà e condannino senza esitazioni queste condotte: la tutela della dignità delle donne non può piegarsi alle convenienze degli indici di ascolto o all’appartenenza politica”, conclude.Questo articolo Ranucci, l’accusa di una giornalista: “Da lui avance durante un colloquio di lavoro” proviene da LaPresse