Colpo di scena nella vicenda del furto delle quattro opere attribuite ad Antonello da Messina dal Mume di Messina. Gli investigatori della Squadra mobile e i carabinieri del Nucleo Tutela beni culturali hanno ritrovato il mezzo utilizzato dalla banda. Il furgone è stato individuato in una zona non coperta dalle telecamere, dove i ladri avrebbero effettuato un cambio di mezzo per proseguire la fuga.Il furto al museo e la fugaLa svolta nelle indagini arriva dopo il clamoroso furto messo a segno nella serata del 15 agosto al Mume di Messina. Ignoti sono riusciti a introdursi nelle sale espositive eludendo i dispositivi di allarme e i sistemi di sicurezza, portando via quattro opere attribuite ad Antonello da Messina. Il furgone utilizzato dalla banda è stato individuato dagli investigatori in un’area non coperta dalle telecamere. Secondo la ricostruzione, proprio in quel punto i responsabili del colpo avrebbero effettuato un cambio di veicolo, abbandonando il mezzo utilizzato fino a quel momento e proseguendo la fuga con un altro veicolo, definito dagli investigatori un mezzo “pulito”.Le quattro opere rubateSono quattro i capolavori attribuiti ad Antonello da Messina finiti nelle mani dei ladri: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, datato 1473, e la tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata direttamente da una teca blindata.Il Polittico di San Gregorio è un dipinto a tempera grassa su tavola commissionato per il convento annesso alla chiesa di Santa Maria extra moenia, conosciuta anche come chiesa di San Gregorio. Le cinque tavole ancora esistenti sono distribuite su due registri: quello inferiore presenta al centro la Madonna del Rosario in trono, affiancata da San Gregorio Magno e San Benedetto; quello superiore raffigura invece l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata, mentre il pannello centrale è andato perduto. L’opera ha attraversato una storia particolarmente travagliata. Dopo lo smembramento e la dispersione di almeno una delle tavole, probabilmente già nel Cinquecento, il polittico fu restaurato nel 1842. Il terremoto di Messina del 1908 rappresentò però il momento più drammatico: l’ex convento di San Gregorio, dove aveva sede il museo civico, fu raso al suolo e le opere rimasero esposte alla pioggia nei giorni successivi alla catastrofe. In quell’occasione andarono perdute ampie porzioni del manto della Madonna e del San Gregorio.La Madonna e il Cristo in pietà, databile tra il 1465 e il 1470, fu riconosciuta come opera di Antonello soltanto nel 2003. Faceva parte dal 1930 della collezione privata berlinese di Wilhelm Soldan e nello stesso 2003 venne acquistata dalla Regione Siciliana durante un’asta di Christie’s, per essere destinata al museo di Messina.Questo articolo Antonello da Messina, svolta nelle indagini sul furto: trovato il furgone usato per la fuga proviene da LaPresse