Crans Montana, per la prima volta parla il 17enne Kean: «Quella sera mi ripetevo “Non puoi morire qui”». L’attacco ai Moretti

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«Kean, non puoi morire qua». È la frase che il 17enne milanese si è ripetuto mentre cercava di uscire dall’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, causando 41 morti. Il ragazzo ha raccontato per la prima volta al Tg5 quei momenti, ricordando il caldo soffocante, le fiamme e il panico tra le persone. «Di quella notte mi ricordo tanto caldo, troppo caldo. Sulle scale sono svenuto, poi mi sono rialzato con tutta la volontà del mondo», ha dichiarato. Il video nel localeKean era riuscito a riprendere con il cellulare alcuni momenti dell’incendio. Nel video, trasmesso per la prima volta dal Tg5, si vedono le fiamme, le scale, il bar e alcuni amici del ragazzo mentre cercano di mettersi in salvo. «Ho visto tanti ragazzi che urlavano, ho visto quelle fiamme… erano proprio bruttissime da vedere», ha raccontato. Dopo l’incendio, il 17enne è rimasto sei mesi ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, dal quale è stato dimesso alla fine di giugno. Le conseguenze delle ustioni e dei traumi sono ancora pesanti. «Due dita della mano destra mi funzionano, e con quelle mangio, uso il cellulare», ha riferito. Ci sono momenti, ha aggiunto, in cui pensa «basta, non ce la faccio più». Kien si è poi rivolto a coloro che ritiene i responsabili della tragedia, i coniugi Moretti. «Vorrei sapere cosa provano a vedere la gente a cui hanno rovinato la vita. Un ragazzino di 17 anni non può vivere in questo stato», ha concluso. L'articolo Crans Montana, per la prima volta parla il 17enne Kean: «Quella sera mi ripetevo “Non puoi morire qui”». L’attacco ai Moretti proviene da Open.