Primo. Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato. Ha impiegato 5 ore a farlo. È un tempo un po’ lungo, per una confessione come quella resa. Un domani sarà interessante leggerne tutto il contenuto.Secondo. L’avvocato di Lavitola, a domanda se durante l’interrogatorio sia emerso se Ranucci fosse consapevole o meno del piano di Lavitola, ha risposto con un “no comment”. Non esattamente incoraggiante come risposta, in qualunque modo la si voglia interpretare.Terzo. Il centrosinistra deve cercare di muoversi bene e con estrema attenzione, a questo punto. Perché tutti i proclami immediatamente successivi all’attentato, usato palesemente come una clava contro il governo, oggi che è emerso ciò che è emerso, rischiano di presentare un conto molto salato. E questa storia, a pochi mesi dalle elezioni, rischia di diventare un pericoloso boomerang.Guglielmo Mastroianni, 14 agosto 2026L'articolo Tre considerazioni laiche sulla vicenda Lavitola-Ranucci proviene da Nicolaporro.it.