«Mona Who?», i nuovi souvenir del Louvre sono un noto insulto in dialetto veneto. Scoppia l’ironia social

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«Mona Who?». Questa volta non è un insulto in dialetto veneto, ma l’ultima trovata nelle sale del Louvre. Il celebre museo parigino ha lanciato una nuova linea di merchandising firmata dall’artista e fotografo francese Thomas Lélu, pensata per giocare con la figura iconica di Mona Lisa. Tra magliette e borse campeggiano frasi ironiche e giochi di parole in inglese, come il romantico «All you need is Louvre» o lo spiazzante «Mona Who?». Cosa vuol dire in dialetto venetoMa se a Parigi l’espressione vuole essere soltanto un rimando alla Gioconda, in Italia, e in particolare in Veneto, il senso della frase cambia radicalmente. Per il pubblico locale, infatti, la parola «mona» è un pilastro assoluto del dialetto, termine estremamente versatile che può indicare una persona molto sciocca o ingenua, ma che assume mille sfumature diverse a seconda del contesto e dei modi di dire. L’involontario doppio senso ha trasformato all’istante lo slogan internazionale in un comico malinteso culturale, dove la compostezza del museo più famoso del mondo si scontra con la verve della parlata veneta.L’ironia socialL’effetto sui social è stato immediato. C’è chi ha già proclamato la t-shirt come «il souvenir preferito dai veneti» e chi scommette che andrà presto sold out tra Venezia e provincia. Quello che per i curatori francesi era solo un innocuo gioco di parole sulla Mona Lisa è diventato così, per i veneti, un’occasione imperdibile e irripetibile per comprarsi una «mona» al museo più famoso del mondo.L'articolo «Mona Who?», i nuovi souvenir del Louvre sono un noto insulto in dialetto veneto. Scoppia l’ironia social proviene da Open.