Di Lamin Saidilly, il 22enne arrestato dopo l’aggressione a coltellate avvenuta davanti a un bar di via Capecelatro, gli investigatori stanno cercando di ricostruire soprattutto il passato recente. Chi abbia frequentato, dove abbia dormito e perché sia arrivato a Milano pochi giorni prima di scagliarsi contro uno sconosciuto sono ancora domande senza una risposta. Il giovane, riferisce il Corriere, è nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, da genitori originari del Gambia. Da bambino si è però trasferito con la famiglia a Londra, dove avrebbe vissuto per circa dieci anni insieme ai genitori e a un fratello. Solo il padre, in seguito, sarebbe tornato a vivere in Italia.L’allontanamento e i giorni trascorsi senza dare notizieSecondo quanto riferito dai familiari alla polizia, Saidilly si sarebbe allontanato da casa da circa una settimana. In quei giorni non avrebbe avuto contatti con i genitori, che hanno dichiarato di non sapere dove si trovasse, dove avesse dormito e quali persone avesse incontrato. Il suo arrivo nel capoluogo lombardo risalirebbe a pochi giorni prima dell’aggressione. Proprio questo vuoto temporale è ora al centro degli accertamenti della Questura, che sta cercando di ricostruire ogni suo spostamento e di verificare se il giovane abbia avuto appoggi o contatti a Milano.La famiglia esclude precedenti problemi psichiciUn altro punto sul quale gli inquirenti vogliono fare chiarezza riguarda le condizioni mentali del 22enne. I genitori avrebbero escluso precedenti disturbi psichiatrici o comportamenti che potessero far prevedere un gesto di questo tipo. Le dichiarazioni della famiglia, tuttavia, non chiudono gli accertamenti. Sono stati attivati i canali ufficiali con le autorità britanniche per acquisire eventuali informazioni mediche e sanitarie relative al periodo trascorso nel Regno Unito, oltre a elementi sulla sua vita quotidiana e sul luogo in cui risiedeva.Nessuna traccia di alcol o drogaDopo l’arresto, Saidilly è stato sottoposto agli esami per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. I test avrebbero dato esito negativo, escludendo almeno nell’immediato che la condotta possa essere stata determinata da uno stato di alterazione provocato da droghe o bevande alcoliche. Resta quindi da comprendere quale sia stata l’origine del gesto e che cosa si nasconda dietro le parole che il giovane avrebbe pronunciato mentre veniva ammanettato: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”.L’ipotesi della Procura: era uscito per colpire qualcunoIl pm Elio Ramondini contesta al 22enne il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili e abbietti motivi. Secondo l’ipotesi accusatoria, Saidilly non avrebbe agito dopo un litigio o per un contrasto con la vittima, che non conosceva, ma sarebbe uscito con l’intenzione di aggredire una persona scelta casualmente. A sostegno di questa ricostruzione ci sono il coltello a doppio filo lungo 21 centimetri, il completo nero e il volto parzialmente nascosto dal cappuccio. L’aggressione, ripresa dalle telecamere del bar, sarebbe avvenuta senza alcuna provocazione e senza che il giovane pronunciasse una parola.L’interrogatorio nel carcere di San VittoreSaidilly si trova ora nel carcere di San Vittore, dove sarà interrogato dal gip Luigi Iannelli. La Procura ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare, ritenendo sussistenti sia il pericolo di fuga sia il rischio di reiterazione del reato. Dall’interrogatorio potrebbero arrivare le prime spiegazioni sul suo arrivo a Milano e sulle ragioni dell’aggressione. Al momento, il profilo del 22enne resta quello di un giovane con una vita divisa tra Italia e Inghilterra, scomparso per giorni dai radar della famiglia e riapparso a Milano al centro di un episodio di violenza apparentemente privo di un movente.L'articolo Chi è Lamin Saidilly, il 22enne che ha accoltellato uno sconosciuto a Milano e ha detto di “essersi divertito” proviene da Nicolaporro.it.