Squalifica Balogun, Uefa contro Fifa: «Credibilità dei Mondiali compromessa». L’Ue interviene sull’asse Infantino-Trump e il Belgio fa ricorso

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«Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa». Con queste parole la Uefa si schiera ufficialmente contro la Fifa e la sua decisione di revocare la squalifica a Folarin Balogun. L’attaccante statunitense era stato espulso durante i sedicesimi di finale ai Mondiali contro la Bosnia in seguito al check del Var, ma il suo stop di un turno è stato sospeso con la condizionale, permettendo al giocatore di essere disponibile per la sfida degli ottavi contro il Belgio. «La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa», si legge nel comunicato ufficiale della Uefa. Così il Belgio ha deciso di fare ricorso: sottoporrà la documentazione a un membro non appartenente a Uefa e Concacaf, cioè le confederazioni a cui appartengono la nazionale europea e gli Stati Uniti.Il comunicato della Uefa: una decisione «ingiustificabile»«Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no», prosegue il durissimo comunicato della Uefa. La maggiore autorità calcistica europea è intervenuta infatti per difendere il Belgio. Così Florian Balogun diventa un protagonista di questo Mondiale e giocherà la partita contro il Belgio anche se espulso nella partita precedente. Una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile», la definisce ancora la Uefa. Insomma, il caso è definitivamente scoppiato.Interviene anche l’Unione europeaL’indiscrezione del Nyt, secondo cui ci sarebbe stata una telefonata tra il presidente degli Usa Donald Trump e quello della Fifa Gianni Infantino per far revocare la squalifica di Balogun, rende questo un episodio «politico». L’ha definito così anche il presidente della Figc, Giovanni Malagò, intervenuto ai microfoni di Rai Radio 2. Non è un caso che anche alcuni esponenti della politica siano intervenuti. In primis, è intervenuto il commissario Ue allo Sport Glenn Micallef, che su X ha scritto: «Molti appassionati di calcio, compresi alcuni ex giocatori, hanno già espresso la propria opinione in merito alla sospensione di Balogun. Da tifoso, anch’io ritengo che sia stata una decisione sbagliata. Detto questo, la mia posizione è sempre stata chiara: le decisioni relative alle regole sportive e alle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l’autonomia dello sport», ha scritto su X.Il Belgio fa ricorsoPoche ore prima era intervenuto anche la politica belga, nella persona del ministro degli esteri belga, Maxime Prevot. Come riportato da Politico.eu, ha dichiarato: «Come ex arbitro di calcio, mi sono sempre impegnato a far rispettare le regole e a garantire decisioni eque. Questa decisione solleva chiaramente molti interrogativi. Se davvero una telefonata avesse portato a questa incomprensibile decisione, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport». Nel frattempo le ore passano e si avvicina quella che è diventata la partita più calda di questa edizione dei Mondiali. Il ct del Belgio, Rudi Garcia, cerca di mantenere la concentrazione su quello che succederà in campo, ma ironizza in conferenza stampa: «Pensavo che ci fosse un pesce d’aprile a luglio».Il caso fa scuola: la Francia vuole annullare un gialloLa revoca della squalifica a Balogun è un unicum per il calcio mondiale, ma rischia di creare un precedente. O forse l’ha già fatto. Come riporta l’Equipe, la Francia vorrebbe appellarsi allo stesso articolo 27 che ha permesso di revocare la squalifica all’attaccante statunitense per annullare il giallo a Michael Olise. Secondo il quotidiano francese, la Federazione formalizzerà la richiesta di annullamento dell’ammonizione del calciatore del Bayern Monaco per evitare di perderlo in caso di un altro cartellino ai quarti di finale. Con due gialli, infatti, scatta la squalifica. L’episodio è avvenuto al minuto 97 di Francia-Paraguay. Olise viene ammonito dopo un accenno di rissa con Galarza. Ma le immagini televisive hanno infatti fatto chiarezza sull’episodio: il calciatore francese si è limitato a portare il dito alle labbra per zittire l’avversario. È stato poi il paraguaiano ad avvicinarsi e a lasciarsi cadere a terra senza che vi fosse alcun contatto irregolare tra i due.L'articolo Squalifica Balogun, Uefa contro Fifa: «Credibilità dei Mondiali compromessa». L’Ue interviene sull’asse Infantino-Trump e il Belgio fa ricorso proviene da Open.