Alessandro Di Battista e la tentazione 2027: dal dialogo con Pap all’incontro con Vannacci. I timori nel campo largo

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Alessandro Di Battista al ritorno in politica ci sta pensando sul serio. Il passo in avanti dell’ex frontman grillino, ora diviso tra teatro, reportage e talk show, non è più solo un’ipotesi. Né soltanto uno spauracchio da agitare per pungolare il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, che rischia di ritrovarsi nel campo largo alleato con ‘l’odiato’ Matteo Renzi. Secondo quanto apprende Open, “Dibba”, oltre a non farne più mistero nelle uscite pubbliche e con i suoi, avrebbe già avviato una serie di interlocuzioni con le formazioni della sinistra radicale, in primis Potere al Popolo, in vista delle politiche del 2027.La traiettoria parte da Schierarsi, l’associazione fondata nel 2023 e oggi in predicato di diventare un soggetto politico in vista delle prossime elezioni. «Lo farà per loro, i ragazzi, non per lui», spiegano da ambienti vicini al mondo grillino, con cui Di Battista sarebbe ancora in contatto. Gli attivisti di Schierarsi, intanto, stanno già testando la propria capacità di mobilitazione con la raccolta firme per il referendum contro il finanziamento pubblico ai giornali, lanciata proprio dall’associazione: il contatore ha superato domenica 5 luglio quota 300mila sottoscrizioni. Anche se non si dovesse centrare l’obiettivo dei 500mila, come pare, la piattaforma resterà. Numeri non banali per un soggetto che si presenterebbe per la prima volta agli elettori con l’onere anche di raccogliere le firme per depositare le liste.Da Potere al Popolo a Vannacci, gli incontri di “Dibba”Escluso il ritorno nel Movimento e qualsiasi accordo che possa prevedere in squadra il Pd, Di Battista avrebbe tutta l’intenzione di correre da solo, mantenendo però aperta la porta alle interlocuzioni con altri soggetti. Anche a livello locale e non solo, come detto, con Potere al Popolo, fresco del divorzio da Rifondazione Comunista, ormai orientata verso la coalizione di centrosinistra. Dibba, raccontano a Open, avrebbe avuto anche un incontro con Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, pur senza l’intenzione di «unire le forze» al momento.Un gemellaggio con la sinistra radicale avrebbe il limite di caratterizzare in un campo definito un esponente politico che invece ha sempre rifiutato lo schema destra/sinistra ma consentirebbe all’ex M5s di non presentarsi completamente isolato nel tentativo di intercettare l’elettorato antisistema, pacifista, filopalestinese, ostile alla Nato e alla linea europeista del Pd. Terreno a cui, incidentalmente, guarda anche il generale.Il rifiuto della tv e i timori a sinistraDi Battista, ad ogni modo, sul suo percorso con Schierarsi avrebbe ormai le idee chiare. Tanto da aver rispedito al mittente le attenzioni di un noto reality, rifiutando, sempre a quanto apprende Open, un’offerta economica importante. Nel centrosinistra intanto suona l’allarme, in particolare tra le fila dei dem, dove si teme il tracollo dell’alleato 5 stelle: «Sarà il nostro Vannacci», ammette un parlamentare dem, mentre un collega allarga subito il ragionamento alla tenuta dell’intero campo largo: «Via Carlo Calenda, che è fuori per sua scelta; Renzi che molti vogliono cacciare; Conte che rischia di prendere la botta: questo porterà probabilmente a una radicalizzazione delle posizioni del Movimento 5 stelle, per non farsi rubare terreno da Di Battista. Sarà un male per il centrosinistra, un po’ come il generale per la destra».Bonelli: «La frammentazione non aiuta»Chi si dice tranquillo è invece Avs, con Angelo Bonelli che non teme la competizione a sinistra ma avverte: «La frammentazione non aiuta. Dopodiché siamo in una democrazia, ognuno è libero di presentare le proprie liste elettorali. Io non sono per nulla preoccupato: se abbiamo una piattaforma programmatica chiara, penso che gli italiani capiranno».L'articolo Alessandro Di Battista e la tentazione 2027: dal dialogo con Pap all’incontro con Vannacci. I timori nel campo largo proviene da Open.