E se fosse un italiano a sfatare la maledizione del Vecchio Continente per il Brasile? Le nazionali europee ai Mondiali sono stregate per la Seleçao: nelle ultime cinque edizioni sono sempre state loro a eliminare i Verdeoro. L’ultima volta che il Brasile ha eliminato una squadra europea è stata la finale del 2002: vittoria per 2-0 sulla Germania con doppietta di Ronaldo «il Fenomeno». Poi solo delusioni. Carlo Ancelotti dovrà sovvertire questa tendenza, dopo aver scampato la trappola Giappone in quello che Reuters ha definito «un thriller da Real Madrid», perché sotto la sua gestione i Blancos sono stati spesso protagonisti di rimonte come quella brasiliana ai sedicesimi di finale. All’estero sono pazzi per il commissario tecnico italiano. Per tutti, lui è l’uomo giusto per dare ordine al caos Verdeoro. Lo pensano anche in Brasile, tanto che l’attaccante Endrick dal ritiro della Nazionale ha addirittura detto: «Sembra che Dio l’abbia benedetto».All’estero sono tutti pazzi per AncelottiAll’estero sono sicuri: è Carlo Ancelotti, il primo commissario tecnico straniero a guidare il Brasile ai Mondiali, «l’antidoto al caos» della Seleçao, come ha scritto The Athletic. Dopo la vittoria in extremis contro il Giappone, la popolarità dell’ex allenatore del Real Madrid è cresciuta a dismisura. Sempre The Athletic l’ha definita «la mente più lucida di Houston», celebrando i cambi che hanno deciso l’ultima sfida. Ha fatto il giro del mondo la sua (non) esultanza al gol decisivo di Gabriel Martinelli al 95′. «Non posso correre, altrimenti mi rompo il ginocchio», ha scherzato Ancelotti poi.Il calciatore brasiliano Rodrygo, non convocato per infortunio, ha scritto sul Guardian che «ha un piano» e l’attaccante Endrick dal ritiro del Brasile ha detto che «tutto quello che dice, accade». Insomma, il mondo è ai piedi di Ancelotti, di cui non vengono solo esaltate le qualità tattiche, ma anche quelle umane. Sempre Rodrygo ha scritto che «è una figura paterna. Lo stimo tanto, sia come allenatore che come persona». Il New York Times esalta invece «l’oceano di serenità» che è adesso il Brasile. Un clima positivo creato anche dai piccoli gesti dello stesso Ancelotti. La convocazione di Neymar, la partecipazione al Carnevale in tre città diverse, persino l’inno cantato prima delle partite: accorgimenti spontanei e sentiti che hanno contribuito ad aumentare l’affetto del popolo brasiliano. Ancelotti: «Accetterei consigli solo da Alex Ferguson»Ancelotti rimane però concentrato sui prossimi impegni. In una recente intervista, rilasciata a la Folha de São Paulo durante ritiro del Brasile in New Jersey, ha detto: «La pressione è grande. Il Brasile è pentacampione ma non vince da 24 anni». Ma con la serenità di chi ha vinto tutto, più di una volta, sa di avere l’esperienza per partite come quelle contro la Norvegia: «Io non so se capisco di calcio oppure no, ma nessuno può giudicarmi su questa cosa. L’unica cosa sicura – prosegue Ancelotti – è che io ho preparato più di 1.400 partite, può non essere sufficiente per arrivare a capire di calcio, però è sicuramente una buona esperienza. Solamente una persona ha preparato più partite di me, Alex Ferguson che ne ha fatte più di 2mila. Io accetto consigli da tutti, ma l’unico che potrebbe essere veramente indicato a darmi consigli è Alex Ferguson».La maledizione delle europee: ora c’è la NorvegiaCarlo Ancelotti dovrà trovare l’antidoto anche all’incubo per le nazionali europee. Il Brasile è sempre arrivato almeno ai quarti di finale negli ultimi 20 anni, ma poi è stato eliminato da una selezione del Vecchio Continente: nel 2006 la Francia di Zinedine Zidane, nel 2010 l’Olanda finalista, nel 2014 in semifinale ci ha pensato la Germania per 7-1 al Maracana («la più grande umiliazione per il calcio brasiliano», a detta di molti), nel 2018 il Belgio e nel 2022 la Croazia. A questa maledizione poi se ne aggiunge un’altra: quella della Norvegia. Il Brasile non ci ha mai vinto. In quattro precedenti, due sconfitte e due pareggi. Nell’unico incrocio ai Mondiali, quello del 1998, vinse la Norvegia 2-1 con due gol nei minuti finali. Pratica, quella di segnare allo scadere, molto comune in questa Coppa del Mondo.È il Mondiale degli attaccanti: sarà Vinicius Jr contro HaalandSe c’è una certezza in questo Mondiale, è che gli attaccanti hanno risposto tutti “presente”. Così anche Vinicius Jr e Haaland, rispettivamente a 4 e 5 gol fino a qui. Il brasiliano non ha segnato nei sedicesimi di finale contro il Giappone: ci è andato vicino colpendo il palo. Haaland invece ha firmato il gol della qualificazione, tanto per cambiare. Ha così raggiunto quota 60 gol nelle partite internazionali, impiegando 69 partite in meno di Messi e 76 in meno di Cristiano Ronaldo. Vinicius Jr contro Haaland, dunque: l’esito dell’ottavo di finale dipenderà da loro.L'articolo Tutti pazzi per Carlo Ancelotti: il ct «benedetto da Dio» sfida la Norvegia per sfatare il tabù del Brasile al Mondiale proviene da Open.