«Ha una resa criminale altissima, un alto valore, piccoli volumi, facilità di occultamento, minore complessità logistica rispetto alla cocaina». Così il procuratore di Napoli Nicola Gratteri definisce il Fentanyl, farmaco antidolorifico utilizzato anche come droga, dopo il furto di 80 fiale dall’Ospedale Israelitico di Roma. «Un furto di quella portata può interessare gruppi criminali diversi. Organizzazioni strutturate, reti specializzate, intermediari del mercato illegale o soggetti capaci di rivendere rapidamente il prodotto», spiega in un’intervista di Giuseppe Legato su La Stampa.Perché il fentanyl fa gola alle mafie«Le mafie non vanno escluse per principio, ma nemmeno evocate automaticamente. Oggi agiscono spesso come broker, finanziatori, garanti logistici o riciclatori, non sempre come esecutori materiali.L’interesse delle mafie per il Fentanyl e per gli oppioidi sintetici è legato alla logica del mercato: alto valore, piccoli volumi, facilità di occultamento, minore complessità logistica rispetto alla cocaina», afferma Gratteri. «Va rimarcato come le agenzie europee segnalino una crescente attenzione verso gli oppioidi sintetici ad alta potenza e i rischi di contaminazione dei mercati tradizionali. Il margine di guadagno può essere enorme proprio perché bastano quantità ridotte per produrre molte dosi. Rispetto alla cocaina, però, il mercato europeo resta più limitato e più rischioso: il fentanyl uccide facilmente, destabilizza la clientela e attira una pressione investigativa e sanitaria altissima. Non siamo ancora arrivati ai livelli degli Stati Uniti», prosegue.Dark web, in strada, sui social: lo spaccio del fentanylPer quanto riguarda la vendita del Fentanyl, aggiunge il procuratore di Napoli, i canali sono misti. Viene venduto nelle «reti di strada, con consegne postali, su piattaforme criptate, sui social, sui marketplace illegali e sui dark web». L'articolo Gratteri sul furto di Fentanyl: «Ecco perché è un business criminale con guadagni enormi e in aumento in Europa» proviene da Open.