Potrebbe essere arrivato a una svolta il drammatico caso di Mimmo Piepoli, il surfista 39enne di Erchie (Brindisi) scomparso lo scorso primo maggio mentre praticava kitesurf nelle acque di Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Nelle acque al largo della costa libica di Daryana, a est di Bengasi, è stato infatti rinvenuto un cadavere in mare la cui identità non è ancora stata accertata, ma che potrebbe essere riconducibile al cittadino italiano disperso da mesi.Il ritrovato con muta e tavola da kitesurfSecondo quanto si apprende, il corpo, in stato scheletrizzato, sarebbe stato individuato da un pescatore e recuperato con indosso una muta e agganciato a una tavola da kitesurf. L’attrezzatura sarebbe compatibile con quella utilizzata abitualmente da Piepoli. La salma è stata trasferita in ospedale per gli accertamenti medico-legali, mentre l’identificazione ufficiale potrà avvenire solo tramite esame del Dna.La nota della FarnesinaA confermare l’attivazione delle procedure è anche una nota diplomatica. Il consolato generale d’Italia a Bengasi sta seguendo il caso in coordinamento con le autorità libiche, che hanno segnalato il ritrovamento del corpo con equipaggiamento da kitesurf compatibile con quello del surfista salentino. La Farnesina, su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, mantiene contatti costanti con la famiglia e con il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti. Intanto, si attendono gli esiti degli esami necessari per l’identificazione e le eventuali procedure di rimpatrio della salma.L'articolo Surfista italiano scomparso, spunta un corpo in Libia: perché potrebbe essere Mimmo Piepoli. Ora il test del Dna proviene da Open.