Squalifica Balogun, Malagò attacca la FIFA: «Decisione assurda, precedente politico pericolosissimo»

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Il neo presidente FIGC Giovanni Malagò duro sul caso Mondiale della squalifica sospesa a Balogun: le sue parole contro la FIFAGiovanni Malagò alza la voce contro la FIFA sul caso Folarin Balogun. Il nuovo presidente della FIGC, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha definito assurda la decisione della federazione internazionale di sospendere la squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti, rendendolo disponibile per la sfida del Mondiale contro il Belgio. Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. Il tema ha acceso un forte dibattito internazionale, soprattutto per il possibile peso politico della vicenda. Malagò non ha usato giri di parole: «Mi è sembrata veramente un’assurdità, sono andato anche a guardare questo articolo 27 che consente o consentirebbe alla Fifa e solo alla Fifa, per cui non è replicabile nei vari campionati nazionali e dico meno male perché sarebbe veramente l’Armageddon. È inutile che ce la raccontiamo, questa scelta ha un evidente sapore politico, lo ha scritto anche il New York Times. Questo oggettivamente è un precedente pericolosissimo, un precedente politico pericolosissimo. Spero se ne rendano conto anche perché io sono un fautore di questo Mondiale con gli Stati sono pieni a prescindere dall’entertainment e del business, qui c’è il calcio che sta trionfando. Però quando vedi una decisione così si perde la meritocrazia che è la base del calcio».Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoMalagò FIGC, attesa per la risposta di MaldiniNel corso dell’intervento, Malagò ha parlato anche del futuro assetto della Nazionale italiana. La prima casella da definire resta quella del direttore tecnico, con Paolo Maldini indicato come profilo forte per ricoprire il ruolo. Il presidente della FIGC ha spiegato di essere in attesa di una risposta definitiva, con l’obiettivo di chiudere il quadro entro la settimana.Queste le sue parole: «Maldini ha quel curriculum vitae e quelle competenze che non rientrano solo nella carriera da calciatore ma anche in quella da dirigente che lo rendono un ideale profilo per fare il direttore tecnico, insomma la persona di riferimento con il presidente e il Consiglio federale. È comunque necessario avere anche un piano B e magari anche un piano C, io sono molto, molto, molto sereno. Entro massimo questa settimana tirerò tutte le somme anche per ciò che riguarda il discorso dell’allenatore».Malagò FIGC, il nodo ct della NazionaleIl tema del nuovo commissario tecnico resta strettamente legato alla scelta del direttore tecnico. Malagò ha ribadito di non aver ancora avviato colloqui con allenatori, proprio per rispettare il metodo annunciato: prima la figura dirigenziale, poi la scelta del ct.Il presidente federale ha chiarito: «L’unica verità è che io non ho parlato con nessun tecnico, sarebbe profondamente in contraddizione con quello che mi sono riproposto, cioè valutare, decidere chi sarà insieme al direttore tecnico. Serve ancora qualche ora, qualche giorno, bisogna avere un po’ di pazienza. Dove pende la lancetta tra Conte o Mancini? Non è escluso che non riguardi solo queste due persone».Sul mancato via libera immediato di Maldini, Malagò ha invitato a non leggere il tempo di riflessione come un segnale negativo: «Quando persone di peso all’interno del mondo del calcio mi hanno chiesto di candidarmi, io gli ho risposto che non ero assolutamente disponibile perché ero abbastanza stanco dopo il viaggio olimpico e avevo anche altre idee oltre la mia vita imprenditoriale. Sono ritornati dopo qualche giorno e non avevo cambiato idea… Quello che voglio dire è che magari ci sono anche altri impegni o altre proposte precedenti e che questo debba anzi essere interpretato come una dimostrazione di serietà e non come una cosa non positiva».Nazionale, Serie A e riforme: il piano di MalagòSpazio anche al possibile contributo economico della Serie A per sostenere la scelta del nuovo allenatore della Nazionale. Malagò ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei club nel rilancio del sistema azzurro.«L’eventuale disponibilità delle società ad aiutare la Federazione nell’ingaggio dell’allenatore è molto importante. Ma non ci fossilizziamo su questo discorso di quanto dovrebbe costare il tecnico. Quello che è più bello ancora, però, è questa piena volontà della Serie A a venire incontro alla Nazionale. Forse si è resa conto che siamo arrivati a grattare il fondo del barile. Un giocatore impegnato in un Mondiale viene valorizzato a livello internazionale, creando un chiaro ritorno economico anche per i club. C’è da rifondare il movimento, ma io non penso sia proprio tutto da buttare, ci sono dei giovani importanti. Nella mia testa ci sono un sei anni da completare con Euro 2032, un periodo quasi ideale per costruire il migliore atleta possibile».Infine, un passaggio sul ruolo della politica e sul rapporto con il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: «La politica può fare molto. Ci sono provvedimenti che passano da attività endofederali, ma altri, come quelli sugli sgravi fiscali o sulle scommesse o il desiderato supporto per il settore giovanili, dipendono da loro. Tutto questo si può e si deve accelerare».Il messaggio di Malagò è quindi doppio: da una parte la volontà di accelerare sulla ricostruzione della Nazionale, dall’altra una dura critica alla gestione del caso Balogun, considerato un precedente molto pericoloso per la credibilità del calcio internazionale.