Perché Ultimo è il nuovo Berlusconi

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Qui al Bar siamo sì insofferenti, però non o almeno non ancora ai livelli di Max Del Papa che non gli va bene niente e se deve raccontare Ultimo lo tratta manco a dirlo in negativo, i 250mila di Tor Vergata gli sembrano troppi e tutti figli di uno zeitgeist al crollo: noi ci beviamo su un caffè zuccherato il giusto, non troppo, e quei 250mila li consideriamo una proporzione talmente sorprendente da rappresentare qualcosa di clamoroso, un fenomeno che postula un noumeno (che vi credete, che solo perché siam baristi non abbiamo letto Kant?). Perché saranno anche figli della borgata, del lamento, di quel che si vuole ma sono duecentocinquantamila al cospetto di un ragazzo di appena trent’anni: da quanto non si registrava una situazione simile?Lo stesso Vasco Rossi gli ha ceduto lo scettro del concerto a pagamento più partecipato di sempre, ed è vero che sono personaggi disomogenei, figli di epoche incomparabili, però è vero pure che un simile oceano di umanità non piove per caso e non può non colpire: come minimo suggerisce una capacità di intercettare, se non addirittura di ricreare, un sentimento, una condivisione. Forse il giovane Ultimo neanche lo sa o ci perde più che tantro tempo, lui celebra come è giusto il suo record e scolpisce: “Siamo nella storia”, pur senza rinunciare, anche questo per amor di verità va detto, a quella cifra vittimistica che lo ha reso Ultimo e Primo insieme.Ora, se permettete, mettiamo da parte per un attimo la cifra artistica, musicale, sulla quale è lecito spendere tutti i de gustibus del caso e concentriamoci semplicemente su questa attitudine, che, mutatis mutandis, non si ricordava forse dai tempi di Berlusconi. Ci sono personaggi, se preferite fenomeni, che finiscono per incarnare un gusto nazionalpopolare senza rimorsi e senza vergognarsene; sono quelli che vengono “consumati” assai più di quanto non si ammetta, in politica come al concerto. Così come Silvio non è mai stato davvero ammesso nel salotto buono degli statisti (ma se n’è sempre fregato), allo stesso modo Ultimo difficilmente si conquisterà il Pantheon dei Cantautori laureati, quelli con la maiuscola, quelli dell’impegno permanente effettivo: a meno che non si allinei alla propaganda ufficiale a base di aperture propal, gender, accoglienza, militanza e antagonismo contro “le destre” di turno, guadagnandosi i galloni di una maturità, una densità ideologica che automaticamente diventa qualità artistica, spessore intellettuale, e che le vestali del rettopensiero sono sempre pronte a concedere o a negare a colpi di palette.Ecco, speriamo che non accada mai: meglio un “borgataro” forte della “sua” gente, che l’ennesimo conformista a pugno chiuso dipendente dalla sovrastruttura, per dire il capitalismo cultural-egemonico che fa capo al Partito con le sue ramificazioni culturali, sindacali, organizzative, festaiole. Che ne dite, saprà resistere Ultimo, saprà accontentarsi del suo gigantesco background (nazional)popolare?Il Barista, 6 luglio 2026L'articolo Perché Ultimo è il nuovo Berlusconi proviene da Nicolaporro.it.