«Aspettavo questa notizia da un po’ di giorni. Sapevo che gli investigatori della Squadra Mobile di Torino sarebbero riusciti a identificare chi mi aveva colpito. Ora sono più sollevato, soprattutto dal punto di vista morale. Quello che, però, mi lascia più perplesso è che a ferirmi sia stato un agente di polizia». Parla con un filo di amarezza Marco Leonardo Basoccu, il commercialista trentaseienne originario di Casale Monferrato che il 24 maggio scorso, prima del derby Torino-Juventus, è stato gravemente ferito alla testa da un lacrimogeno lanciato – secondo la procura del capoluogo piemontese – da un poliziotto ad altezza uomo. Dopo aver trascorso giorni tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Molinette, oggi il suo percorso di recupero continua, seppure lentamente.Come sta il tifoso«Sto un po’ meglio, anche se ogni tanto mi vengono dei forti dolori alla testa e mi stanco parecchio. Oggi, per esempio, ho guidato per un paio d’ore per accompagnare i miei genitori vicino a Monza e adesso ho bisogno di riposare perché mi sento abbastanza spossato. Cerco di tornare alla normalità poco per volta, anche se sono consapevole che sarà un percorso lungo, sia dal punto di vista fisico sia, soprattutto, psicologico», racconta in un’intervista a La Stampa. Ma il cammino verso la guarigione non è ancora concluso. «Credo che dovrò tornare sotto i ferri dopo l’estate, a settembre. Dovrebbe essere l’ultimo intervento per la ricostruzione della calotta cranica. Ma ho piena fiducia nei medici. Alle Molinette – prosegue Basoccu – ho trovato professionisti eccellenti anche dal punto di vista umano e non potrò mai ringraziarli abbastanza». «Sono stato miracolato»Di quel pomeriggio il tifoso non conserva alcun ricordo. «Non ricordo nulla. Me l’hanno chiesto più volte anche gli inquirenti nei giorni successivi al mio ferimento. È come se mancasse un pezzo della mia vita, come se ci fosse un vuoto. Ho soltanto qualche flash sbiadito, ma più che altro sono ricordi ricostruiti attraverso i racconti delle persone che erano con me e che sono venute a trovarmi. Del momento in cui sono stato colpito e sono finito a terra non ricordo assolutamente nulla», afferma. Con il passare del tempo è diventato sempre più consapevole della gravità di quanto accaduto. «Mi rendo conto ogni giorno di più di essere stato miracolato. Mi dispiace soprattutto per aver fatto vivere momenti terribili ai miei familiari e ai miei amici e per aver stravolto la vita della mia famiglia».ANSA/TINO ROMANO | Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino rimasto ferito prima del derby Torino-Juve del 24 maggio, 09 giugno 2026«Quello che mi ferisce è che sia stato un poliziotto a colpirmi»Nei confronti dell’agente per il quale la Procura ha chiesto l’arresto non esprime giudizi personali. «Voglio soltanto che venga ricostruita la verità su quello che è successo. Non voglio giudicare nessuno. Ripeto, quello che mi rammarica è che, almeno da quanto emerso dalle indagini, a ferirmi sia stato un appartenente alle forze dell’ordine, un professionista che dovrebbe tutelare e proteggere i cittadini, soprattutto in contesti delicati come quello. Devo però ringraziare la Procura e il pubblico ministero Paolo Scafi, che hanno condotto le indagini in maniera esemplare». Una riflessione, tuttavia, la aggiunge. «Sono rimasto deluso dal fatto che il poliziotto non si sia costituito prima. Secondo me avrebbe fatto una figura migliore e probabilmente avrebbe alleggerito anche la sua posizione processuale».Il ritorno allo stadioPer il momento esclude un ritorno allo stadio. «Non me la sento. Per me quella doveva essere una giornata di festa. Ero felice di andare a vedere la partita con i miei amici dei Viking, come facevo ogni tanto quando il lavoro me lo permetteva. Doveva essere un momento di svago e di passione». Respinge anche l’etichetta di ultrà. «Ma non scherziamo. Non sono mai stato coinvolto in nulla e nemmeno quel giorno ero in mezzo ai tafferugli. Non fa parte della mia indole. Stavamo semplicemente per entrare allo stadio. Quello che mi mette più ansia, ripensandoci, è che al posto mio poteva esserci chiunque. È questo che mi blocca e mi fa riflettere», conclude.Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | Alcuni ultras del Torino e della Juventus nei disordini pre-derby, mentre le forze dell’ordine intervengono con il lancio di lacrimogeni, Torino, 24 maggio 2026L'articolo «Fa male sapere che è stato un poliziotto a lanciare il lacrimogeno». Parla il tifoso ferito al derby Torino-Juve: «Ho rischiato la vita» proviene da Open.