A tutta nautica l’Italia dei grandi yacht

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Conto alla rovescia per l’apertura del Salone nautico internazionale di Genova, che domani, primo ottobre, terrà a battesimo, alla presenza della premier Giorgia Meloni, un nuovo record dell’industria nautica da diporto italiana; una filiera che chiude il 2025 con un nuovo massimo storico: il fatturato complessivo raggiunge 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2024 e che, in presenza delle ricadute non certo positive della crisi internazionale (guerre, chiusura di mercati, escalation nel prezzo dei carburanti e conseguente crisi economica) non rallenta la sua corsa grazie al traino dei cantieri per grandi yacht.Non a caso nella sua nota di anticipazioni Confindustria nautica parla di “una tenuta” e di difficoltà che riguardano per il secondo anno consecutivo la piccola nautica e quindi anche il settore della componentistica.Nel corso del Boating Economic Forecast, appuntamento dedicato alla nuova edizione sono state fornite le anticipazioni su La Nautica in Cifre – LOG, l’analisi del mercato realizzata dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison, in collaborazione con IULM COMAR. E dai numeri è emersa con forza la capacità di traino della grande industria nautica, che ha superato e assorbito anche la crisi di Italian Group e che vede come locomotiva trainante il gruppo Azimut-Ferretti.Nel 2025 il fatturato totale dell’industria nautica italiana – unità da diporto, accessori e motori – ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente.Cresce anche l’occupazione: gli addetti effettivi salgono a 32.420, +3% sul 2024, mentre considerando l’intera filiera nautica si arriva a circa 170.000 occupati. Il contributo della nautica al PIL italiano è pari a 7,51 miliardi di euro, corrispondente al 3,32 per mille del PIL nazionale.Dietro il nuovo record emerge tuttavia una marcata differenziazione tra i segmenti.La produzione nazionale della cantieristica raggiunge 5,47 miliardi di euro (+0,5%). All’interno del comparto, la produzione di unità entrobordo registra un +1,3%, mentre continuano, dopo un già complesso 2024, le difficoltà nei segmenti maggiormente legati alla piccola nautica: unità fuoribordo, unità pneumatiche e la vela.Nel 2025 la quota di export della cantieristica è pari 90%, mentre il valore delle esportazioni tocca il nuovo record di 4,4 miliardi di euro, +2,6% rispetto al 2024. La quota italiana sull’export mondiale è pari al 21,3%.La leadership internazionale trova una delle sue espressioni più evidenti nel segmento dei superyacht: l’Italia si conferma primo Paese al mondo per ordini, con 568 unità, pari al 52% del totale globale.L'articolo A tutta nautica l’Italia dei grandi yacht proviene da Nicolaporro.it.