Finisce in Parlamento la polemica relativa alle onorificenze degli Ordini dinastici di Casa Savoia. Il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti chiedendo chiarimenti sulle attività riconducibili a Emanuele Filiberto di Savoia. Al centro della contestazione c’è la presunta vendita di «onori monarchici» e il funzionamento di alcune società e associazioni legate agli Ordini dinastici. Accuse sollevate da un’inchiesta del Fatto Quotidiano e che il principe respinge con fermezza.L’accusa di Avs: «Un giro d’affari da 800mila euro l’anno»Secondo Grimaldi, da anni Casa Savoia ed Emanuele Filiberto conferirebbero «onori monarchici» a pagamento, privi di valore giuridico. Il deputato richiama la legge del 1951 che disciplina l’uso pubblico di determinate onorificenze e sostiene che il giro d’affari potrebbe essere «stimato in circa 800mila euro l’anno». Nella sua nota, Grimaldi cita inoltre quanto riportato dal Fatto Quotidiano a marzo, secondo cui tra coloro che avrebbero acquistato un’onorificenza figurerebbero Ignazio La Russa, Bruno Vespa, Gianni Letta, Vittorio Sgarbi e il cardinale Pietro Parolin. «Escludo nella maniera più tassativa di aver mai immaginato di acquistare titoli onorifici da Casa Savoia», dichiara in una nota Bruno Vespa. Il giornalista aggiunge di non ricordare «se molti anni fa ne ho ricevuto uno». Ma in ogni caso: «Non l’ho mai richiesto né tantomeno pagato».Grimaldi sostiene che Emanuele Filiberto non abbia mai mostrato bilanci e rendiconti del giro d’affari che ipotizza. E insiste: «In Senato Fratelli d’Italia ha presentato la piattaforma Royal Protocol Srl Impresa Sociale clonata da una società con sede a Tallinn, per certificare le genealogie su un registro privato senza alcun valore legale. Eredità a pagamento. Il Principe è socio al 75%, ma il 25% è di The Royal Protocol Società Semplice, che restando fuori dal Registro imprese garantisce anonimato ai soci e non ha obblighi contabili».L’evento a Torino e la replica di Casa SavoiaEmanuele Filiberto, però, respinge questa ricostruzione. «Nessuna onorificenza viene venduta. Nessun titolo viene conferito», afferma in una nota diffusa dopo l’interrogazione presentata da Avs. Secondo il principe, vengono confuse «quote associative, contributi destinati all’organizzazione delle attività e partecipazione agli eventi» con l’acquisto di una distinzione onorifica. «Significa rappresentare una realtà che non esiste», sostiene. Casa Savoia precisa inoltre che al Lingotto di Torino – dove tra il 26 e il 27 settembre si sono svolti gli incontri dell’Aicods, associazione svizzera che riunisce dame e cavalieri degli Ordini dinastici – non si sarebbe tenuta alcuna «vendita» né una cerimonia pubblica di conferimento di onorificenze.Il programma, viene spiegato, prevedeva la presentazione dei nuovi membri e dei promuovendi al Principe Gran Maestro, presidente dell’Aicods. «Mi sorprende – commenta il principe Emanuele Filiberto – che un’attività che da anni riunisce migliaia di persone e sostiene concretamente progetti benefici venga descritta attraverso espressioni offensive anziché attraverso i fatti. Alle interrogazioni parlamentari, naturalmente, risponderanno le istituzioni competenti. Da parte nostra continueremo a rispondere con trasparenza, documenti e attività concrete».Foto copertina: ANSA/Matteo Corner | Emanuele Filiberto di Savoia in una foto del 2023L'articolo L’accusa di Avs a Emanuele Filiberto: «Conferisce onori monarchici a pagamento e senza valore». Ma il principe nega: «Tutto falso» proviene da Open.