Atlanta, atterrano dopo 16 ore di volo i 2 panda promessi da Xi a Trump alla Casa Bianca

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ATLANTA — Due casse di legno con il logo dello zoo, un muletto arancione, la scorta della polizia. Sono arrivate così, poco prima delle 7 di domenica mattina (le 13 in Italia), Ping Ping e Fu Shuang, i due panda giganti che la Cina ha prestato per dieci anni allo Zoo Atlanta. L’aereo cargo di FedEx — un Boeing 777 ribattezzato per l’occasione «Panda Express» — ha toccato la pista dell’aeroporto Hartsfield-Jackson dopo 16 ore di volo da Chengdu, nel Sud-Ovest della Cina, oltre la linea del cambio di data.È il primo frutto visibile della visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping a Washington, la scorsa settimana: era stato lui stesso, giovedì, alla cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca, ad annunciare che «fra pochi giorni» i due animali sarebbero partiti. Atlanta diventa il terzo zoo americano a ospitare panda, dopo il National Zoo di Washington e lo zoo di San Diego, riforniti entrambi nel 2024. Il trasferimento era stato firmato in aprile fra lo zoo e la China Wildlife Conservation Association, l’ente cinese che gestisce i prestiti; Xi ne ha fissato solo il calendario.Il decollo dall’aeroporto di Chengdu Shuangliu è avvenuto alle 2:55 di domenica ora locale (le 20:55 di sabato in Italia), secondo l’agenzia di Stato cinese Xinhua. A metà rotta, sopra l’Alaska, il volo era già il più seguito al mondo sul sito di tracciamento Flightradar24. All’arrivo le due casse sono state calate dal portellone e caricate su camion FedEx per i 16 chilometri fino allo zoo. Lì i due animali, entrambi nati nel 2020 al centro di riproduzione di Chengdu, passeranno circa un mese in quarantena in un’area biosicura del nuovo complesso; veterinari e allevatori cinesi resteranno per le prime settimane. Nessuna data per il debutto davanti al pubblico: il team ha fatto «tutto il possibile per accoglierli», ha detto un portavoce, ma il calendario è «non confermato».«È un giorno elettrizzante per lo Zoo Atlanta e un momento storico per la città, per la Georgia e oltre», ha scritto in una nota Raymond B. King, presidente e amministratore delegato dello zoo. Perché proprio Atlanta? Perché la città ha già ospitato panda per un quarto di secolo, dal 1999 al 2024: la coppia Lun Lun e Yang Yang vi ha messo al mondo diversi cuccioli fra il 2006 e il 2016, il clima è quasi identico a quello di Chengdu e il bambù si coltiva in loco. Alla scadenza dell’accordo, nel 2024, lo zoo aveva restituito alla Cina gli ultimi quattro esemplari.Il vertice di WashingtonXi ha lasciato Washington venerdì dopo tre giorni di cerimonie: il presidente Donald Trump era andato ad accoglierlo in persona sulla pista della base di Andrews, gesto raro, poi la cena di Stato, il tè fra Melania Trump e Peng Liyuan, la visita agli Archivi nazionali. Sul piano dei contenuti, Reuters elenca un taglio dei dazi su 30 miliardi di dollari di merci «non sensibili» in ciascuna direzione, la nascita di un consiglio bilaterale per il commercio e la proroga di due mesi, fino al 10 gennaio, della tregua sui dazi annunciata dal segretario al Tesoro Scott Bessent. Ma il comunicato cinese in otto punti non nomina merci né terre rare e aggiunge un’intesa militare che nel testo americano non c’è. Per Al Jazeera i risultati concreti sono «modesti». Della visita, tre giorni dopo, la cosa più concreta a essere sbarcata negli Stati Uniti sta dentro due casse di legno. La Casa Bianca non ha commentato l’arrivo di domenica; l’ambasciata americana a Pechino non ha risposto a una richiesta di commento sul comunicato cinese.Xi lo aveva detto giovedì: i panda «sono stati ambasciatori di amicizia fra i popoli cinese e americano». La formula è la stessa del 2023. E i nomi non sono casuali: Ping Ping significa «pace», Fu Shuang «doppia benedizione». Il Lowy Institute, centro studi australiano, in un’analisi del dicembre 2024 vedeva pochi segni che questi ambasciatori spostino davvero i rapporti fra Stati: «politica tenera, ma con risultati sfocati».La storia è lunga. Nel 1941 Soong Mei-ling, moglie di Chiang Kai-shek, organizzò l’invio di due panda negli Stati Uniti. La diplomazia dei panda in senso moderno data al 1972, dopo il viaggio di Richard Nixon a Pechino. Dal 1984, con Deng Xiaoping, i doni diventano prestiti a pagamento — fra 500.000 e un milione di dollari l’anno, destinati alla conservazione della specie — e, osserva Al Jazeera, quando i rapporti si guastano Pechino lascia scadere i contratti. Il primo panda che Mao regalò all’estero, nel 1957, andò all’Unione Sovietica. Si chiamava anche lui Ping Ping.