La sicurezza non finisce in fabbricaLa presenza degli ADAS – i dispositivi di assistenza alla guida – su un’automobile non è sufficiente, da sola, a garantire che questi sistemi continuino a funzionare correttamente nel tempo. Telecamere, radar, sensori e software devono restare efficienti e correttamente calibrati per tutta la vita del veicolo. È questo il messaggio emerso a Roma durante l’incontro “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”, promosso da Autopromotec – The Dialogues e ospitato presso l’Automobile Club d’Italia.Fiducia nella tecnologiaFrenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia, riconoscimento della segnaletica e cruise control adattivo sono ormai parte della sicurezza attiva. Ma gli ADAS assistono il conducente, non lo sostituiscono. E la crescente fiducia riposta nella tecnologia rende ancora più importante controllarne periodicamente l’efficienza.Numeri che raccontano il valore degli ADASSecondo i dati citati da ACI durante l’incontro, la presenza dei sistemi di assistenza alla guida determina una riduzione del rischio globale di incidente del 38% rispetto ai veicoli che ne sono privi. La frenata automatica d’emergenza, nello specifico, può ridurre i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%. Sono risultati importanti, ma il loro potenziale dipende anche dalla capacità dell’automobilista di comprendere il funzionamento e i limiti di queste tecnologie. Per questo ACI sta rafforzando le attività formative dedicate agli ADAS nei Centri di Guida Sicura di Vallelunga e Lainate e nelle autoscuole del network Ready2Go.Un sensore fuori posizione può cambiare tuttoLa manutenzione degli ADAS assume così un ruolo sempre più vicino a quello riservato a freni, pneumatici e sterzo. Un parabrezza sostituito, un piccolo urto o un intervento su paraurti, sospensioni e sterzo possono modificare la posizione dei sensori. Il sistema può continuare a sembrare perfettamente attivo, pur non leggendo più la strada con la precisione prevista. La calibrazione non dovrebbe quindi essere considerata una voce accessoria. Deve entrare nella normale manutenzione del veicolo, con controlli eseguiti dopo gli interventi che possono alterare l’assetto o la posizione di telecamere e radar.Dalla manutenzione alle revisioniUn altro tema discusso a Roma riguarda la possibilità di inserire verifiche specifiche degli ADAS nelle revisioni periodiche. L’assenza di una spia sul cruscotto, infatti, non significa necessariamente che telecamera o radar siano perfettamente allineati o che il sistema lavori secondo i parametri previsti. Le procedure allo studio comprendono controlli visivi, diagnostica elettronica e prove funzionali dei sensori. La sfida è costruire verifiche affidabili e ripetibili, compatibili con tempi, spazi e costi dei centri di revisione italiani.Più dati per capire cosa accade davveroAnche la ricostruzione degli incidenti sta cambiando. Gli Event Data Recorder consentono già di raccogliere informazioni sui secondi precedenti l’urto e, nei sistemi più recenti, sul funzionamento della frenata automatica. Non sempre, però, questi dati permettono di ricostruire completamente il contesto nel quale l’ADAS ha preso una decisione.Da qui nasce l’esigenza di informazioni più complete e uniformi, capaci di descrivere oggetti rilevati, distanze, velocità relative, condizioni dei sensori e risposta del veicolo. Le verifiche dovranno anche considerare situazioni reali come pioggia, guida notturna, scarsa visibilità, curve, cantieri e segnaletica provvisoria.Verso regole comuni in EuropaSul piano normativo il confronto è ancora aperto. La proposta di aggiornamento del Roadworthiness Package presentata dalla Commissione europea il 24 aprile 2025 prevede l’evoluzione delle revisioni periodiche in relazione a veicoli elettrici, connessi e dotati di ADAS, includendo controlli sui sistemi elettronici di sicurezza e sull’integrità del software. Il testo è però ancora all’interno del processo legislativo europeo e non esiste una disciplina definitiva e pienamente operativa per il controllo degli ADAS in revisione.Resta centrale anche l’accesso standardizzato ai dati diagnostici. L’autodiagnosi dell’auto non può essere l’unico strumento per stabilire se un sistema di sicurezza funzioni davvero| Da Rumors.it