Lettonia, coppia arrestata per spionaggio a favore della Russia: fotografava la base Nato da un aereo privato

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RIGA — Un piccolo aereo privato che sorvola Ādaži, una trentina di chilometri a nord-est della capitale lettone, e un obiettivo puntato verso il basso, sulle piste e sui radar. È la scena che il Servizio di sicurezza dello Stato lettone (VDD) ha messo al centro del caso reso noto questa settimana: una coppia di cittadini lettoni, marito e moglie, è in custodia cautelare dal 28 giugno con l’accusa di aver raccolto informazioni sulla difesa del Paese per conto del GRU, l’intelligence militare russa. L’annuncio, riferisce l’emittente pubblica lettone LSM, è arrivato oltre tre mesi dopo il fermo.Secondo gli inquirenti i due hanno raccolto e trasmesso notizie sul sistema di difesa lettone, sulle attività delle forze alleate della Nato e sulle forme di sostegno all’Ucraina: in particolare su una base aerea delle Forze armate nazionali, sui sistemi radar e sui movimenti dei trasporti aerei militari. Uno dei due, sempre su incarico del GRU, avrebbe effettuato la ricognizione dall’alto della base militare di Ādaži a bordo del velivolo privato. Entrambi avrebbero inoltre lavorato in appoggio a possibili gruppi di intelligence e sabotaggio da attivare sul territorio lettone.Il procedimento penale è stato aperto il 27 giugno su segnalazione del MIDD, il servizio di intelligence e sicurezza della Difesa, ai sensi dell’articolo 85 del codice penale lettone, che punisce la raccolta e la trasmissione a un servizio straniero di informazioni, classificate e non. Il giorno dopo le perquisizioni in tre immobili tra Riga e il distretto di Ādaži: sequestrati supporti di memoria, documenti e appunti. I nomi dei due non sono stati diffusi e la difesa non ha rilasciato dichiarazioni. Mosca, scrive Politico Europe, non ha commentato.La brigata canadeseIl secondo quadro sta a terra, nella stessa Ādaži. Il campo ospita la brigata multinazionale della Nato a guida canadese: il ministero della Difesa di Ottawa conta circa 2.000 militari canadesi in Lettonia, nell’ambito di una missione prorogata fino al 2031. Nel luglio 2024 la Lettonia è stata il primo Paese del fianco orientale a portare la presenza avanzata dell’Alleanza dal livello di battaglione a quello di brigata, con l’obiettivo di 5.000 uomini entro il 2027. Al vertice Nato di Ankara, in luglio, il premier canadese Mark Carney ha annunciato che il Canada diventerà la terza nazione quadro della Divisione multinazionale Nord, la struttura che coordina le forze alleate nei Paesi baltici.Una crescita che rende ancora più leggibile la scelta dell’obiettivo: la base fotografata dall’alto è la stessa che l’Alleanza sta riempiendo di uomini e radar. Chi sorvola Ādaži misura quello che sta diventando.Il caso non è isolato. Il 30 giugno, due giorni dopo il fermo della coppia, un tribunale lettone ha condannato un altro cittadino lettone a 5 anni e 6 mesi di carcere per spionaggio a favore del GRU: aveva passato dati sull’aeroporto di Spilve, alle porte di Riga, su schede telefoniche e sugli aiuti all’Ucraina. In agosto il tribunale di Riga ha inflitto 10 anni a Denis Lukanenok e 8 anni e mezzo a Karina Ivanova per sabotaggi commessi su incarico russo. In gennaio era finito in arresto un finanziere di 73 anni, Jevgenijs Okss, sospettato di lavorare per l’FSB, il servizio di sicurezza interno russo.Il clima regionale è quello fissato dal viaggio del 25 agosto a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, andato ad avvertire la Russia contro ogni escalation verso Estonia, Lettonia e Lituania; Sergej Naryškin, capo dell’intelligence estera russa (SVR), ha confermato un incontro «a livello di lavoro». Da parte russa la cornice è rovesciata: il 19 maggio lo stesso SVR, in una nota del servizio statale, aveva sostenuto che militari ucraini erano arrivati in Lettonia per preparare attacchi contro la Russia.Intanto il VDD ha fatto sapere di tenere sotto osservazione la campagna per le elezioni parlamentari ormai imminenti. Il dato che pesa resta uno: tra giugno e agosto, in Lettonia, tre procedimenti per spionaggio o sabotaggio su incarico russo si sono chiusi con condanne o arresti, e il quarto riguarda la base dove la Nato ha deciso di concentrare 5.000 soldati.