Ucraina, la Russia colpisce 2 navi con bandiera straniera nella regione di Odessa: Mosca parla di «carico militare»

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KIEV — Due navi con bandiera straniera colpite nella regione di Odessa, centrali e sottostazioni elettriche danneggiate, imprese civili e case sotto i droni nella capitale e in altre dieci regioni. È il bilancio che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dato martedì della notte appena trascorsa, riferisce Reuters, e le due navi non hanno ancora un nome, una bandiera dichiarata, un armatore. Nel Sud del Paese risultano colpiti infrastrutture portuali, magazzini, una palestra e un dormitorio: almeno 8 i feriti. Nelle foto d’agenzia i vigili del fuoco lavorano fra le lamiere di un deposito bruciato alle porte di Odessa.La versione di Mosca è arrivata poche ore dopo. Il ministero della Difesa russo dichiara di aver centrato due data center a Kiev, una nave cargo «legata ai militari» nel Mar Nero e un’altra «con carico militare» nel porto di Odessa. Nessun nome, nessun dettaglio sui danni. Kiev non ha confermato la descrizione russa degli obiettivi; la Russia ripete di colpire solo bersagli militari ed entrambe le parti negano di mirare ai civili. Le navi sono il segnale nuovo: dopo la rete elettrica e i centri dati, la campagna russa sull’economia ucraina arriva al mare.Perché contano due navi di cui non si sa quasi nulla? Perché battono bandiera straniera: dietro c’erano dunque equipaggi, armatori e assicuratori di Paesi terzi, quelli che tengono aperto il traffico commerciale dei porti ucraini. E non è il primo porto della settimana: nella notte sul 27 settembre i droni avevano colpito Kiliia, scalo fluviale sul Danubio a pochi chilometri dal confine romeno, provocando incendi, secondo l’amministrazione del distretto di Izmail.A Kiev il martedì è cominciato con nuove esplosioni all’alba (un’ora prima in Italia). Il sindaco Vitali Klitschko ha segnalato detriti caduti nel cortile di un palazzo e un incendio in un altro quartiere. Il giorno prima la capitale aveva contato i suoi morti: un drone aveva sfondato la sede dell’Accademia nazionale delle scienze, in pieno centro, uccidendo 2 persone — il secondo corpo è stato estratto dalle macerie in serata — e ferendone 19, 6 delle quali ricoverate.Tra i feriti c’è Volodymyr Horbulin, ex segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, l’organo che a Kiev coordina la politica di sicurezza. Era al lavoro, ha raccontato lui stesso alla televisione pubblica: il suo assistente è morto, lui se l’è cavata con ferite lievi. L’Accademia ha parlato di «terrore russo» e di «barbarie» contro «persone pacifiche che erano semplicemente al loro posto di lavoro». Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha chiesto altra difesa aerea: «La Russia sta deliberatamente allargando i confini di ciò che crede il mondo tollererà».Sei giorni sull’economiaI numeri di lunedì, nel discorso serale di Zelensky: almeno 9 morti e oltre 80 feriti in tutto il Paese; 120 droni lanciati, 90 dei quali a reazione e non a elica come i consueti Shahed, intercettati solo al 57%. «Nuovi intercettori sono in fase di test attivo, stiamo accelerando gli sviluppatori», ha detto il presidente. A Dnipro 3 morti e 19 feriti in un centro direzionale, 1 morto a Synelnykove, 32 feriti a Zaporizhzhia.Da sei giorni, osserva Al Jazeera da Kiev, gli attacchi si susseguono giorno e notte su obiettivi economici: «i data center sono colpiti sempre più spesso, così come le infrastrutture digitali e di comunicazione». Domenica è toccato a Kyivstar, primo operatore mobile del Paese, e a Vodafone Ukraine; Mosca ha rivendicato anche distributori di benzina e un hub di Nova Poshta, il principale corriere privato ucraino, a Odessa. Il governo, secondo la stessa emittente, si prepara «al peggio: un blackout totale delle comunicazioni».Sul fronte diplomatico il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto lunedì di vedere scarse prospettive di progressi rapidi verso un accordo di pace dopo gli attacchi ucraini, che hanno raggiunto impianti petroliferi nel Krasnodar e due stabilimenti della difesa russa. Restano intanto le domande della notte: quali navi, sotto quale bandiera, con quale carico. A metà giornata, di quei due mercantili si sa soltanto che non erano ucraini.