Saranno le motivazioni e le iniziative delle difese a delineare il prossimo capitolo giudiziario del caso Regeni. E sullo sfondo incombe il rischio della prescrizione, fissata a 12 anni e mezzo dalla commissione del reato di sequestro di persona compresi gli atti interruttivi. Intanto fino al deposito delle motivazioni, la Procura della Repubblica di Roma non ha annunciato un’impugnazione. I possibili scenari giudiziari dopo la condanna a dieci anni di tre dei quattro 007 egiziani imputati per il sequestro di Giulio Regeni passano ora dal deposito delle motivazioni e dalle successive impugnazioni. La difesa dei tre 007 egiziani ha intenzione di fare ricorsoI difensori di Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere in Appello. Il termine per conoscere le ragioni della decisione della Prima Corte d’Assise di Roma è fissato in 90 giorni: le motivazioni sono attese tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. La Corte ha condannato a dieci anni per sequestro di persona e tortura i tre agenti dei servizi segreti egiziani, mentre ha assolto il generale Tariq Sabir. I giudici hanno escluso il reato di omicidio e le aggravanti contestate, disponendo per i condannati anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e tre anni di libertà vigilata dopo l’espiazione. Il percorso processuale potrebbe però presentare un ulteriore passaggio. Se il ricorso delle difese dovesse essere dichiarato inammissibile o rigettato, potrebbe tornare davanti alla Corte costituzionale la questione relativa alle norme della riforma Cartabia sull’impugnazione delle sentenze da parte degli imputati assenti. Secondo i legali difensori, per celebrare questo processo sono state forzate le norme del codice di procedura penale e hanno spiegato è stato un processo “unico nel suo genere” e in assenza di contraddittorio. Perno della questione è l’obbligo per il difensore di essere munito di una procura speciale, prevista dall’articolo 97, quarto comma, del codice di procedura penale, firmata dall’imputato per poter proporre ricorso. La questione riguarda dunque anche il diritto di impugnazione degli imputati assenti. È una questione già emersa nel procedimento Regeni, insieme a quelle sull’assenza degli imputati e sulle consulenze di parte. Gli imputati non hanno partecipato al processo in Italia e il procedimento ha dovuto fare i conti con i limiti derivanti dalla loro irreperibilità. Sul tema delle garanzie difensive si concentrano le riserve espresse dalla difesa di Tariq Sabir, assolto dai giudici. La sentenza del processo sulla morte di Giulio RegeniLa sentenza è arrivata ieri a dieci anni dal sequestro del ricercatore friulano, avvenuto al Cairo il 25 gennaio 2016, e dal ritrovamento del suo corpo il 3 febbraio successivo. I genitori hanno accolto la decisione impassibili, accanto alla figlia Irene e all’avvocata Alessandra Ballerini. La Corte ha inoltre disposto il risarcimento delle parti civili, con una provvisionale di 200 mila euro ciascuno per Paola Deffendi e Claudio Regeni, 100 mila euro per Irene Regeni e 150 mila euro per la Presidenza del Consiglio. Soddisfatta per l’assoluzione del proprio assistito l’avvocata Paola Armellini: “È caduta l’accusa di sequestro per il mio assistito, è questo che va sottolineato. Sono soddisfatta. Secondo il mio giudizio non c’erano prove di una sua responsabilità nei reati contestati”. Per il momento, almeno fino alla pubblicazione delle motivazioni, la Procura della Repubblica di Roma non ha annunciato il ricorso. Saranno dunque il contenuto delle motivazioni e le iniziative delle parti a definire il prossimo passaggio del procedimento.I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, Roma, 28 settembre 2026 (Foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)La Russa: “L’Italia farà tutto il necessario, anche l’estradizione”Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intanto, assicura che Roma farà tutto il necessario. L’Italia “non si è mai tirata indietro rispetto alla necessità di dare supporto alla magistratura per quel che l’Italia può fare nell’individuazione dei colpevoli e quindi nella necessità che anche chi di dovere collabori a quello che la magistratura decide. Non credo che ci sia dubbio che l’Italia farà tutto quello che è necessario fare. Lo ha sempre fatto, per tutti gli italiani che si sono trovati in difficoltà”, ha detto a margine del convegno ‘The Young Hope’. “Regeni purtroppo ha pagato con la vita, ma quando abbiamo avuto gente rapita, il governo non ha mai guardato al colore. Ha sempre fatto tutto quello che era giusto fare in difesa di un italiano. È giusto che l’Italia faccia tutto quello che è necessario per avere, per esempio, la possibilità che queste persone vengano estradate in Italia. Però rimane il fatto che nessuno è stato condannato per omicidio e addirittura il più alto in grado è stato assolto completamente da tutte le accuse, non solo di omicidio, ma anche di sequestro. Quindi lasciate almeno che si legga la sentenza”. Questo articolo Giulio Regeni, la difesa degli 007 egiziani annuncia ricorso. C’è il rischio di prescrizione del reato proviene da LaPresse