Da Van Gogh a Guttuso, passando per Modigliani e Picasso, a Palazzo del Governatore di Parma (dal 2 ottobre 2026 all’8 marzo 2027) oltre 60 opere raccontano due secoli di storia del variegato universo femminile.E’ un omaggio all’ottantesimo anniversario del voto alle donne la bella mostra parmense, un’esposizione «tutta al femminile» ad iniziare dal titolo , «LEI». Non un nome generico, ma un pronome singolare e assoluto, scritto a caratteri maiuscoli, preludio ad una sequenza straordinaria di opere (tutte provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma) che più che celebrare, interrogano e fanno riflettere sull’ essenza vera della donna, da sempre musa ispiratrice della creatività umana e tema privilegiato della ricerca artistica tra XIX e XX secolo.Parma, «LEI»: da Van Gogh a Guttuso, 60 opere raccontano la donnaSessanta opere dislocate in 13 sale, un percorso espositivo fatto di dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi, dove i ritratti spiccano in tutta la loro intensità e gli sguardi diventano il fil rouge dell’intera esposizione, il punto di contatto fra chi guarda e il soggetto rappresentato. Donne eterogenee, di mondi, epoche, destini differenti, immortalate da artisti diversi, eppure tutte accomunate dalla capacità di raccontare un’esperienza umana che va oltre il tempo e lo spazio in cui sono state ritratte. Si parte con l‘Ottocento, con la Piccola inglese (1879-80) di Giuseppe De Nittis e Carminella, la popolana uscita dal pennello di Antonio Mancini e si arriva alla Signora Ginoux (L’Arlesiana ) di Vincent van Gogh, ritratto di una donna austera con un libro in mano, che più che posare sembra « esistere», ben lontana dalla splendida, teatrale frivolezza della Marchesa Luisa Casati con penne di pavone di Giovanni Boldini o dall’aristocratica fierezza della Donna in bianco del pittore franco-olandese Kees van Dongen. Modigliani, Van Gogh e Boldini: i volti femminili tra anima e bellezzaAd occupare la sala centrale della mostra lui, Amedeo Modigliani, il più bohémien dei bohémien: con quegli occhi lasciati vuoti, il collo interminabile, l’ovale del viso così vicino all’astrazione, il suo ritratto di Hanka Zborowska (la Signora dal collaretto) , famosissimo olio su tela datato 1917, ci priva di ogni elemento superfluo per obbligarci a guardare l’essenza, il mondo interiore. E’ armonia formale senza orpelli, che mira e arriva all’anima di chi guarda e dei soggetti ritratti. Da Picasso a Klimt, Giacometti e Man Ray: la donna nell’arte modernaDopo Modì, ecco il pastello su carta Nu Debout (1906) di Pablo Picasso pre-cubista(parte di una prestigiosa donazione di 12 opere complessive regalate dalla Cy Twombly Foundation alla GNAM di Roma), gli studi erotici per Le tre età di Gustav Klimt , le donne filiformi di Alberto Giacometti (in mostra con Femme de Venise VI ) E poi, ancora, il genio surrealista e dadaista di Man Ray con le sue celebriFemmes (un portfolio di enigmatici ritratti femminili degli anni Trenta dalla modernità sensuale e senza tempo) e il bel Ritratto di Palma Bucarelli, leggendaria direttrice della GNAM e prima donna in Italia direttrice di museo, realizzato da Alberto Savinio nel 1945. Fratello minore di Giorgio De Chirico. Metafisica e Realismo Magico: l’intimità femminile oltre gli stereotipiCon lui e con altri artisti contemporanei (da Gino Severini, a Carlo Carrà, da Cagnaccio di San Pietro, ad Antonio Donghi, passando per Achille Funi, Mario Sironi, Enrico Prampolini e Renato Guttuso), fu tra gli esponenti di punta dell’arte italiana fra le due Guerre, un complesso periodo di transizione che, artisticamente parlando, si tradusse soprattutto nella poetica della Metafisica e del Realismo Magico, rappresentati, in mostra, da una nutrita raccolta di ritratti femminili (emblematico, per esempio, la Ragazza allo specchio (1927) di Cagnaccio di San Pietro) che raccontano le donne nella loro intimità, solcata da turbamenti e inquietudini esistenziali. Lo stereotipo della «donna madre e sposa» tanto caro al Regime comincia a venir meno e la donna si avvia a percorrere l‘arduo e difficile cammino verso l’indipendenza e l’autonomia. Da Giosetta Fioroni a Vanessa Beecroft: libertà e autonomia del corpoArtiste come Giosetta Fioroni ( a Parma con il suo iconico ritratto di Elsa Martinelli), Dora Maar, Francesca Woodman e Vanessa Beecroft (famosa soprattutto per le sue performance di eserciti di donne in mutande), ognuna con linguaggi e modalità diverse, hanno contribuito a scardinare i vecchi paradigmi dell’universo femminile, invitando le donne ad una riflessione profonda sui concetti di personalità, libertà, autonomia e riappropriazione del proprio corpo.Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di RomaPrima di chiudere, vorrei sottolineare il profondo e proficuo rapporto fra il comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC), importante scambio interculturale ben sottolineato dalle parole di Lorenzo Lavagetto, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Parma:«Credo che il compito delle amministrazioni pubbliche e delle grandi istituzioni culturali non si esaurisca nella conservazione del patrimonio. La sua funzione è anche quella di creare occasioni di conoscenza, confronto e riflessione, affinché le opere continuino a dialogare con il presente e ad arricchire la vita della comunità. È questo il senso della collaborazione tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: permettere a una grande collezione pubblica nazionale di incontrare la città e, allo stesso tempo, rafforzare Parma come luogo di progettazione culturale, capace di promuovere iniziative di rilievo nazionale attraverso la sinergia tra istituzioni. È attraverso queste collaborazioni che una città cresce, amplia i propri orizzonti e rende la cultura una componente centrale della vita pubblica. La collaborazione con la GNAMC va esattamente in questa direzione e rappresenta un investimento sul presente e sul futuro culturale di Parma».Adolfo Wildt, Atte, 1892 circa, marmo.Amedeo Modigliani, Ritratto di Hanka Zborowska o Signora dal collaretto, 1917 circa, olio su tela.Cagnaccio di San Pietro, La ragazza e lo specchio, 1932, olio su tela.Dora Maar, Statue de femme, 1935, fotografia. © Dora Maar, by SIAE, 2026.Giovanni Boldini, Ritratto della Marchesa Casati con penne di pavone, 1911-1913, olio su tela.Giuseppe De Nittis, Piccola inglese, 1879-1880 circa, olio su tavola.Mario Sironi, Solitudine, 1925-1926, olio su tela. © Mario Sironi, by SIAE, 2026.Martha Stettler, Lettrice, 1910-1911, olio su tela.Umberto Boccioni, Sintesi plastica di figura seduta (Silvia), 1915 circa, olio su tela.L'articolo «LEI»: l’universo femminile in mostra a Parma proviene da La Verità.