“Le ho chiesto ‘come stai?’ mi ha risposto ‘Riad'”. E il sindaco le nega la cittadinanza italiana

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Il caso della cittadinanza sospesa a Cadoneghe arriva fino al Viminale e incassa anche il sostegno di Matteo Salvini. Al centro della vicenda c’è una donna di origine marocchina, residente in Italia da 15 anni, il cui giuramento è stato fermato dal sindaco Marco Schiesaro dopo le difficoltà riscontrate nella comprensione e nell’uso della lingua italiana. Una decisione sulla quale il ministero dell’Interno ha successivamente espresso il proprio assenso, concordando con la «temporanea sospensione del procedimento» e disponendo ulteriori verifiche.Tutto era cominciato durante la prima convocazione in Comune. Schiesaro aveva raccontato sui social di essersi trovato davanti a una persona che non riusciva «a comprendere le domande più semplici in italiano» e nemmeno a leggere autonomamente il verbale del giuramento. Il marito aveva provato a intervenire rispondendo al suo posto, ma il sindaco aveva deciso di interrompere la procedura: «Chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo».Nei giorni scorsi la donna è tornata in municipio per un secondo incontro. Anche questa volta, secondo il racconto di Schiesaro, la verifica non avrebbe dato esito positivo. «Come faccio con tutti, anche per capire chi ho di fronte, le ho chiesto come si chiamasse, da quanto tempo viveva in Italia. La signora ha fatto scena muta. Le ho chiesto come stai, ha risposto “Riad”, fraintendendo la domanda». Poi il tentativo di pronunciare la formula: «Aveva imparato a memoria il testo che si legge in queste occasioni ma dopo “Io giuro” si è bloccata. Non me la sono sentita di procedere col giuramento».Il primo cittadino ha ricordato che insieme alla donna erano presenti anche una brasiliana, una moldava e una iraniana e ha rivendicato la propria scelta: «Ho agito a norma di legge, ora la signora, per riprovarci, dovrà presentarsi con un certificato B1 per la lingua italiana, non serve essere Einstein».Sul caso è intervenuto il Viminale. La Direzione centrale per i Diritti civili, la cittadinanza e le minoranze ha condiviso la sospensione e indicato la necessità di verificare che la richiedente sappia comunicare in italiano e leggere la formula del giuramento senza interprete. In caso di nuovo esito negativo, la Prefettura dovrà accertare il possesso di una conoscenza della lingua almeno di livello B1. “Nel concordare sulla temporanea sospensione del procedimento operata dal Comune, si ritiene opportuno che il medesimo Comune proceda a una nuova convocazione dell’interessata al fine di verificare con attenzione la sua effettiva capacità di comunicare in lingua italiana e di leggere la formula di rito del giuramento (senza l’ausilio di alcun interprete)”, si legge nella comunicazioni inviata dal Viminale a prefettura e Comune. “Nel caso in cui anche tale nuova convocazione dia esito negativo, si ravvisa la necessità che la Prefettura provveda a invitare l’interessata a dimostrare il richiesto possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1, attraverso la produzione di apposita certificazione linguistica rilasciata dagli enti certificatori riconosciuti”. Tutti accertamenti che si possono ancora fare, visto che senza giuramento la cittadinanza – concessa da un punto di vista amministrativo – non diventa operativa. “È questo il punto importante – sottolinea Schiesaro –: il giuramento è un momento sostanziale, non burocratico. L’efficacia della cittadinanza arriva dal giorno successivo. Significa che quel momento ha un peso”.Il sindaco, sommerso dalle critiche, intanto non fa passi indietro. “Ho assunto una grande responsabilità. E lo rifarei altre mille volte”, ha commentato Schiesaro dopo l’intervento del ministero. “Il Viminale ha confermato la sospensione decisa dal Comune di Cadoneghe: una posizione destinata a fare storia. Abbiamo accertato che la richiedente non conosce la lingua italiana”. E ancora: “La cittadinanza italiana richiede la conoscenza della lingua italiana. Punto”.A Cadoneghe è arrivato anche Matteo Salvini. “Mi stupisce chi parla di razzismo in questi giorni: il sindaco di Cadoneghe ha solo fatto rispettare la legge”, ha dichiarato il leader della Lega. “L’anno scorso l’Italia ha dato quasi 200mila cittadinanze. È giusto che chi chiede la cittadinanza parli quantomeno la nostra lingua”. Salvini ha quindi rilanciato le proposte del partito: “Tra le proposte della Lega ci sono dei test obbligatori, iniziali, prima di accedere alla cittadinanza e di poter revocare la cittadinanza in caso di condanne per reati gravi”.Il vicepremier ha chiesto inoltre maggiore “rigore” nelle procedure: “Ne diamo troppe, senza controlli”. Poi ha allargato il discorso all’integrazione e ai diritti delle donne, attaccando chi “usa la sua religione per cancellare i diritti, conquistati in decenni di battaglie”. Citando il velo imposto, le spose bambine e le limitazioni alla libertà delle ragazze, Salvini ha concluso: “Sono usanze barbare, incivili e incompatibili con i nostri diritti e le nostre libertà”.L'articolo “Le ho chiesto ‘come stai?’ mi ha risposto ‘Riad'”. E il sindaco le nega la cittadinanza italiana proviene da Nicolaporro.it.