Garlasco, Garofano: “Non temo un avviso di garanzia, campagna mediatica costruita sul nulla”

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Luciano Garofano, ex generale dei carabinieri ed ex comandante del Ris di Parma, in un’intervista a LaPresse sull’inchiesta della Procura di Pavia per il delitto di Garlasco dice: “Temere un avviso di garanzia? No, ma assolutamente no. È chiaro che questa è una decisione che prendono i pubblici ministeri, ma sono talmente sicuro, certo, dell’onestà dei miei collaboratori. Io non ho memoria di un risultato negativo, nel senso che escludo che ci sia stato un risultato negativo che avrebbe messo in discussione quello che mostrava il Dna di Chiara sui pedali”.  Garofano è stato sentito dai pm di Pavia sugli esami condotti sui pedali della bicicletta e sul giorno in cui è comparso il profilo genetico della vittima, Chiara Poggi, uccisa nel 2007. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi. “Siccome abbiamo fatto tutto alla luce del sole ed è emerso con la trasmissione dei dati grezzi a novembre, io non temo niente perché non c’è stata mai nessuna forzatura – ha aggiunto – Non avevamo nessun interesse di spingere sulla responsabilità di Stasi. Il nostro unico interesse era fare le analisi, mostrare i risultati e comunicarli all’autorità giudiziaria perché assumessero le loro considerazioni e i loro provvedimenti”, ha spiegato. L’ex comandante ha respinto l’accusa, circolata in questi giorni, di aver contribuito a mandare in carcere Stasi. “Noi abbiamo comunicato che su quei pedali c’era il Dna di Chiara, che quella traccia era con elevata probabilità sangue. Non abbiamo mai detto che fosse sangue”, ha sottolineato. Garofano ha ricordato che la richiesta di convalida del fermo è stata avanzata dal pubblico ministero e non dal Ris. “Campagna mediatica costruita sul nulla”“Io mi sono fatto l’idea che tutto quello che sta emergendo intanto è stato amplificato e soprattutto travisato. Il comunicato della procura si limita a dire che non sono stati rinvenuti i dati grezzi che riguardano un’analisi negativa di quel campione, che precedentemente aveva dimostrato con certezza scientifica, riconosciuta anche dal dottor Previderè, che su quel prelievo, e quindi sui pedali, c’era il Dna di Chiara Poggi”, spiega Garofano. Secondo l’ex generale quella nota è stata letta come un’accusa rivolta al Ris e a lui. “Questo comunicato è diventato: il Ris e Garofano hanno depistato, hanno nascosto, hanno omesso – ha aggiunto – Quindi sono sconvolto da questa campagna mediatica terribile, delegittimante, costruita veramente sul nulla, perché semmai si potrebbero fare delle ipotesi, ma non c’è alcuna ombra che possa in qualche modo intaccare quei risultati”, ha concluso.La replica all’ ex vice Pizzamiglio: “Mai mirato a mediaticità”“Non so per quale motivo ha fatto quelle dichiarazione, evidentemente aveva dei problemi personali nel momento in cui ha fatto quelle dichiarazioni”, ha detto Garofano sulle critiche del suo ex vice, l’allora capitano Marco Pizzamiglio, che lo ha accusato di aver puntato sulla visibilità mediatica e di avere scarsa esperienza. “Non c’è nessuna verità se non il fatto che io ero il comandante, davvero. Come comandante decidevo quello che era la soluzione migliore per assicurare il risultato migliore, anche non essendo d’accordo con i miei collaboratori. Questo un responsabile lo fa comunque”, ha aggiunto. Sulla mediaticità Garofano ha respinto l’accusa. “Non è assolutamente vero che io miravo solamente alla mediaticità. Io sono arrivato alla mediaticità perché abbiamo cominciato a risolvere con i miei collaboratori, compreso lui, i casi più importanti d’Italia”, ha spiegato, e ha citato tra gli altri i casi Bilancia e Cogne. In quel contesto, secondo Garofano, la visibilità è servita a far conoscere all’opinione pubblica la serietà del lavoro del Ris. Quanto all’esperienza, ha ricordato di essere in servizio dal 1978, mentre Marino ha iniziato tra il 1996 e il 1997.Questo articolo Garlasco, Garofano: “Non temo un avviso di garanzia, campagna mediatica costruita sul nulla” proviene da LaPresse