BRUXELLES — Una nota diplomatica, consegnata lunedì 28 settembre al Segretariato internazionale della Nato e al ministero degli Esteri belga. La firma l’ambasciata russa in Belgio, che da anni tiene per Mosca il filo — sottile — dei contatti con l’Alleanza atlantica. Il testo lo ha diffuso la Tass, l’agenzia di Stato russa: «La Russia possiede i mezzi necessari a respingere una potenziale aggressione ed è pronta a impiegare l’intero arsenale di armi a disposizione se i Paesi Nato tentassero di isolare la regione di Kaliningrad dal resto del nostro Paese».È l’avvertimento più esplicito rivolto da Mosca all’Alleanza sull’exclave baltica da mesi. Kaliningrad, l’antica Königsberg prussiana, è un lembo di Russia incastrato fra Polonia e Lituania, senza continuità territoriale con il resto della Federazione e sede dei missili Iskander, che possono portare testate nucleari. La nota parla di «politica aggressiva perseguita dalla leadership della Nato e dai Paesi membri», definisce l’approccio alleato «avventato e irresponsabile» perché «aumenta nettamente i rischi di un confronto militare diretto», e invita i governi «ad astenersi da ulteriore retorica e da azioni di escalation per evitare un confronto su larga scala».Quale blocco, però? Nessuno, per ora. La Nato non ha annunciato alcuna misura per isolare Kaliningrad, né via terra né via mare, e nessuna capitale alleata ha evocato un piano del genere. L’unico precedente risale al 2022, quando la Lituania applicò per qualche settimana le sanzioni europee al transito ferroviario di merci verso l’exclave: Mosca minacciò ritorsioni, la Commissione europea intervenne con un chiarimento e i treni ripartirono. Alla nota di lunedì né la Nato né il ministero belga hanno risposto pubblicamente.Lo stesso giorno, a pochi chilometri di distanza, un’altra voce parlava di minacce, ma a parti rovesciate. Kaja Kallas, ex premier estone e oggi Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera — la ministra degli Esteri dei Ventisette, di fatto —, arrivando alla riunione dei ministri della Difesa Ue ha detto, riferisce Reuters: «Vediamo nell’intelligence che la Russia sta pianificando altri atti di sabotaggio e attacchi contro la nostra democrazia, per dividere la nostra società, per intimidire le nostre società e farle desistere dall’aiutare l’Ucraina». Gli europei, ha aggiunto, devono poter agire prima che gli attacchi avvengano. Sul tavolo dei ministri c’era un «protocollo di emergenza» da attivare in caso di minaccia ibrida contro uno Stato membro.Il corridoio di SuwalkiDue avvertimenti incrociati, nella stessa città e nelle stesse ore: Mosca accusa la Nato di preparare l’isolamento di Kaliningrad, Bruxelles accusa Mosca di preparare sabotaggi in Europa. Il punto in cui le due paure si toccano ha un nome: il corridoio di Suwalki, 65 chilometri di terra fra Polonia e Lituania che separano Kaliningrad dalla Bielorussia. Per gli analisti militari è il tratto più vulnerabile dell’Alleanza: se Mosca lo recidesse, i tre Paesi baltici resterebbero tagliati fuori dal resto della Nato prima di qualunque reazione. Visto da Mosca, lo stesso corridoio è il cappio che può stringersi intorno all’exclave. La nota russa, in realtà, parla meno a Bruxelles che a Vilnius e Varsavia: rovescia sull’Alleanza il sospetto di aggressione proprio nelle settimane in cui l’Alleanza infittisce le pattuglie sul fianco orientale.Quel fianco è presidiato dal 12 settembre 2025 dall’operazione Eastern Sentry, lanciata dal segretario generale Mark Rutte tre giorni dopo l’incursione di una ventina di droni russi in Polonia (fino a 23, non più di quattro abbattuti), che spinse Varsavia a invocare l’articolo 4 del Trattato. In agosto un rapporto dell’intelligence americana avvertiva che Mosca potrebbe testare la determinazione alleata con un’incursione limitata «già quest’autunno»; il 18 agosto una grande esercitazione aerea a guida Usa ha coinvolto fra 25 e 50 velivoli su Polonia e Baltico, con un aereo da guerra elettronica EA-37B in volo sul lato baltico di Kaliningrad.La Lituania, 2,8 milioni di abitanti e 274 chilometri di confine con l’exclave, spende per la difesa il 5,38% del Pil, la quota più alta della Nato. «L’ansia condiziona i calcoli sugli investimenti, sul mettere su famiglia; crea incertezza», ha detto l’ex ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis. Un sondaggio commissionato dal ministero della Difesa di Vilnius dice che il 76% dei lituani ritiene che la Russia ponga al Paese «minacce ibride».Il dato più concreto, intanto, arriva dai radar. Fra il 21 e il 27 settembre — la settimana chiusa dalla nota dell’ambasciata — gli aerei alleati sono decollati sei volte per intercettare velivoli russi in volo da e per Kaliningrad senza piano di volo concordato, in alcuni casi con i transponder spenti, ha reso noto il ministero della Difesa lituano. L’exclave che Mosca dice di temere di vedere isolata, nei cieli del Baltico continua a farsi raggiungere. Scortata.