Zelensky: «Pyongyang prepara altri 10.000 soldati per la Russia, più di 8.000 sono già lì»

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NEW YORK — Più di 8.000 già in Russia. Altri 10.000 in fila per partire. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affidato lunedì 28 settembre a un post su X i nuovi numeri della sua intelligence sui militari nordcoreani al servizio di Mosca: i soldati, ha scritto, «vengono selezionati per l’addestramento e il successivo dispiegamento in Russia», riferisce Reuters. Né il Cremlino né Pyongyang hanno commentato.La cifra dà la misura di un flusso che non riguarda solo gli uomini. Secondo le valutazioni ucraine e di analisti indipendenti, la Corea del Nord ha consegnato all’esercito russo proiettili d’artiglieria e da mortaio, missili balistici, cannoni a lunga gittata e lanciarazzi multipli. Ad agosto lo stesso Zelensky aveva parlato di «fino a 50.000» nordcoreani potenzialmente destinati al fronte, e da allora chiede alla Corea del Sud — il Paese che quel contingente lo conosce meglio di chiunque — aiuto per la difesa aerea. Seul ha risposto a luglio con un pacchetto da 100 milioni di dollari, armi letali escluse.Ma proprio con Seul il rapporto si è incrinato nel fine settimana. Lunedì il ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato l’ambasciatore ucraino, Andrii Vieshkin, per protestare contro una divulgazione definita «unilaterale». L’oggetto è il discorso di Zelensky all’Assemblea generale dell’Onu, mercoledì 23 settembre a New York: dal podio il presidente ucraino ha rivelato che due prigionieri di guerra nordcoreani, catturati sul fronte all’inizio del 2025, sono stati trasferiti in Corea del Sud. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha accusato Kiev di aver violato un accordo di riservatezza; Kiev nega che un simile accordo esista. Domenica sera il consigliere presidenziale per la comunicazione ha espresso «forte rammarico» e ha chiesto scuse ufficiali e spiegazioni. L’ambasciata ucraina a Seul non ha risposto alle richieste di commento.Lo strappo con SeulPerché tanta irritazione per due prigionieri? Perché, secondo la ricostruzione della presidenza sudcoreana ripresa dall’Associated Press, era stata proprio Kiev a chiedere il silenzio: temeva le critiche interne per aver rinunciato a scambiare i due nordcoreani con prigionieri ucraini nelle mani di Mosca. Seul aveva accettato per ragioni di sicurezza e per proteggere le famiglie dei due rimaste al Nord. Lee e Zelensky ne avevano discusso a luglio, a margine del vertice Nato di Ankara. Alcuni esperti sentiti dall’AP leggono la mossa dal podio dell’Onu come un modo per rendere visibile il coinvolgimento nordcoreano e ottenere più aiuti occidentali; il governo liberale di Lee, sempre secondo l’agenzia americana, teme le ricadute sui rapporti intercoreani. Il post dei 10.000, arrivato il giorno stesso della convocazione dell’ambasciatore, tiene i riflettori proprio dove Seul avrebbe preferito spegnerli.Sul terreno, intanto, la Russia continua a colpire. Domenica 27 settembre almeno sei morti in Ucraina, tre nella regione di Zaporizhzhia e uno a Kiev; a Sofiivska Borshchahivka, periferia ovest della capitale, i droni hanno incendiato un mercato: due morti e una decina di feriti. In città il sindaco Vitali Klitschko ha contato nove feriti, fra cui un bambino. Mosca ha rivendicato l’attacco a un data center di Vodafone, «una delle maggiori società che forniscono servizi mobili e internet ad alta velocità alle Forze armate ucraine», e poi a quelli di Kyivstar e Omega Telecom; Zelensky parla di due colpi su un data center di Kiev e di tre feriti.Due giorni prima, il 25, i morti nella capitale erano stati sette — fra cui un ragazzo di 14 anni — con un palazzo di 16 piani sventrato nel distretto centrale di Pecherskyi e 59 feriti. Il 26 l’Aeronautica ucraina ha registrato 173 droni Shahed, 50 dei quali a reazione, e 15 allarmi aerei in pieno giorno fra il 25 e il 26.Ed è su quei droni a reazione che Zelensky ha lasciato l’ultimo numero: l’intelligence ucraina, dice, ha ottenuto documenti interni russi che prevedono 12 miliardi di dollari di spesa il prossimo anno per droni a reazione e munizioni circuitanti. Dodici miliardi, contro i 100 milioni di Seul.