Non solo dialettica. Cosa c’è da sapere sulla Super Intelligenza di Trump

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Non è solo questione di chiamare le cose con il giusto nome. Il messaggio che Donald Trump lancia ribattezzando l’intelligenza artificiale in Super Intelligenza serve a far “riconoscere la frontiera tecnologica in continua evoluzione e le infinite promesse che essa offre al popolo americano”. Con l’ordine esecutivo appena firmato, dunque, il presidente statunitense cerca di rassicurare la popolazione dando una connotazione positiva all’AI, respingendo le paure sulla sicurezza. Non più AI quindi, ma SI. Da temere dunque c’è poco o nulla, secondo la Casa Bianca. “Super Intelligenza esprime le vere potenzialità delle tecnologie in fase di sviluppo odierno, capaci di sbloccare nuove forme di creatività umana e di consentire agli americani di raggiungere traguardi prima impossibili, senza limitarsi a imitare o automatizzare l’intelligenza umana, come invece suggerisce il termine Intelligenza Artificiale”. Chi afferma che sarebbe meglio frenare il progresso per pesare tutti i rischi, come chiede la maggior parte delle Big Tech, sta facendo il gioco della Cina, che sfrutterebbe la pausa per recuperare il terreno. “Siamo avanti, dominanti sulla Cina e su tutti gli altri e voglio che le cose restino così. Non ci arrendiamo davanti alle paure su quello che la tecnologia ci farà”, dice Trump. Piuttosto, è il governo americano a chiedere alle aziende di controllarsi da sé.La firma sull’ordine esecutivo arriva infatti dopo un pranzo tra Trump e i vari leader del settore. Martedì, seduti allo stesso tavolo c’erano Dario Amodei di Anthropic, Mark Zuckerberg di Meta, Elon Musk di xAI, Greg Brockman di OpenAI, Sundar Pichai di Google, Lisa Su di Amd, Satya Nadella di Microsoft, Jensen Huang di Nvidia, Alex Karp di Palantir e Jeff Bezos di Amazon. Alla fine dell’incontro, il presidente annuncia un accordo con le aziende, che si impegneranno ad aumentare i livelli di sicurezza. “Ogni azienda è responsabile dello sviluppo della propria tecnologia in modo sicuro e tale da creare fiducia nei clienti e nel pubblico”, si legge nell’accordo. Secondo il patto, verranno dati “pieni poteri a un team interno affinché garantisca che tutte le attività di controllo, monitoraggio e rilevamento funzionino come previsto e che qualsiasi problema venga corretto. Insieme, queste misure offriranno a ogni azienda, ai suoi clienti e all’opinione pubblica la certezza che la tecnologia operi conformemente alle aspettative”. Quanto successo ad OpenAI, che secondo il New York Times avrebbe ignorato i rischi sulla sicurezza per mesi, non deve più verificarsi.L’intesa – lunga appena una pagina – prevede quattro livelli. Anzitutto le aziende dovranno controllare le capacità e l’allineamento dei modelli durante le fasi di addestramento e di impiego, con un focus alla sicurezza informatica, alla biosicurezza e alle minacce chimiche. I loro strumenti non dovranno assolutamente violare i sistemi informatici, né accedervi in modi anomali. Un team interno apposito dovrà poi verificare il funzionamento delle misure di sicurezza, oltre che provvedere alla risoluzione delle criticità. Un gruppo di valutazione esterna, invece, potrà condurre le sue osservazioni in maniera autonoma. La supervisione dell’intero processo di controllo è affidata a un comitato indipendente del consiglio di amministrazione. Periodicamente, infine, le aziende si incontreranno per stabilire standard sempre più elevati.Chissà che un giorno questi parametri non possano diventare legge. Difficile, vista l’opposizione di Trump che preferisce non perimetrare lo sviluppo tecnologico. Il presidente ha paragonato il patto sulla Super Intelligenza siglato con le aziende alla stregua di una costituzione.Non è l’unica novità relativa all’AI. Prima di sedersi a tavola con i vari imprenditori della Silicon Valley, Trump ha lanciato il portale governativo basato sull’AI generativa. America.gov supporterà i cittadini a sbrigare le loro faccende burocratiche, dal cambio di residenza alle modalità di voto fino alla registrazione per la tessera della previdenza sociale. In futuro dovrebbe permettere anche di compilare moduli e presentare domande per ottenere determinati servizi. “Non è semplicemente un sito web”, ha precisato Trump. “È il ripristino della promessa fondante dell’America e una reinvenzione del vostro governo per il XXI secolo e oltre”.