Non più soltanto una promessa per il futuro né un’opzione di nicchia: la chirurgia robotica è ormai una realtà consolidata che si appresta a effettuare il sorpasso sulla chirurgia laparoscopica e su quella tradizionale. A documentarne i vantaggi nel trattamento dei tumori dell’esofago e dello stomaco sono due recenti studi internazionali, pubblicati rispettivamente su ‘The Lancet Gastroenterology & Hepatology’ e su ‘Gastric Cancer’. Evidenze che saranno approfondite a Napoli dal 1 al 3 ottobre, al Policlinico della Federico II, durante ‘Spotlight on robotic surgery 2026’, l’appuntamento annuale promosso dall’Italian club of robotic surgery.Gli studi internazionali La prima ricerca – lo studio clinico Ramie di fase 3 – evidenzia come nei pazienti trattati per carcinoma squamocellulare dell’esofago la chirurgia robotica garantisca una sopravvivenza globale a 5 anni nettamente superiore a laparoscopia e toracoscopia convenzionale (69,4% contro 56,2%), con benefici ancora più marcati per i pazienti sottoposti a terapie neoadiuvanti. La seconda evidenza – basata su un importante studio condotto sul registro nazionale in Giappone – conferma invece i vantaggi clinici diretti della gastrectomia robotica rispetto a quella laparoscopia nel trattamento del tumore allo stomaco, con una riduzione del 33-40% delle perdite ematiche e un crollo dal 50% al 65% del rischio di conversione all’intervento a cielo aperto. Il sorpasso della chirurgia robotica“Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica su quella tradizione e laparoscopica”, certifica Marco Milone, professore di Chirurgia generale alla Federico II, vicepresidente e fondatore dell’Italian club of robotic surgery e direttore della Scuola nazionale di ‘Innovazione tecnologica, dalla ricerca alla pratica clinica della Sic. Se un tempo, infatti, “la robotica veniva vista come affascinante ma non indispensabile”, i dati sulla sopravvivenza nell’esofago e sui vantaggi clinici nello stomaco dimostrano che il cambio di passo è reale”, aggiunge l’esperto. “In passato ci sono state contestazioni sulle indicazioni dell’Agenas, che tendevano a ridimensionare l’uso del robot in diversi ambiti”, prosegue. “Tuttavia, proprio per distretti complessi come esofago e stomaco, sia la letteratura sia i dati dimostrano in modo inconfutabile quanto ne valga la pena”. “Se il futuro ci vedrà sempre più vicini all’Intelligenza artificiale e a modelli di autonomia guidati dalla mano dell’uomo – conclude Milone – la chirurgia robotica è una realtà quotidiana in forte crescita. Le procedure aumentano in modo vertiginoso, le piattaforme disponibili sono ormai decine e la tecnologia sta diventando finalmente accessibile a tutti”. L’evento di Napoli vedrà una tre giorni intensa di sessioni scientifiche, interventi di live e re-live surgery dell’apparato digerente, dibattiti sul Registro Icors e attività pratiche di formazione hands-on e simulazione virtuale presso i laboratori Icaros del Policlinico Federico II. Questo articolo Chirurgia robotica più performante della laparoscopica: le evidenze proviene da LaPresse