WASHINGTON — Studio Ovale, pomeriggio del 30 settembre (sera in Italia). Alla scrivania Resolute siede Donald Trump; in piedi accanto a lui Chris Wright, segretario all’Energia, e Doug Burgum, segretario agli Interni — il ministero che negli Stati Uniti governa terre federali e permessi di estrazione. La posta è un divieto di esportare gasolio: circa 1,5 milioni di barili al giorno, un quinto di quello che viaggia per mare nel mondo, con il prezzo alla pompa ai massimi storici e le elezioni di metà mandato a novembre. «Ci sto pensando», dice Trump alle telecamere di CNBC.La decisione non c’è. I suoi due ministri, racconta il presidente, «pensano più o meno che aiuterebbe il gasolio, ma potrebbe far salire il prezzo di altre cose». Wright lo ha sconsigliato? «No, è qualcosa a cui pensiamo e di cui parliamo ogni giorno». Wright, al suo fianco, sposta il discorso sui prezzi: «Avete visto il diesel scendere la settimana scorsa, lo vedrete scendere in modo significativo nei prossimi giorni e settimane». E promette: «Sentirete annunci dai nostri amici in Europa su nuove forniture di diesel che arriveranno sul mercato».Il numero che pesa sul tavolo è quello dell’AAA, l’Aci americano: 6,53 dollari al gallone di media nazionale il 21 settembre, un record, circa 1,72 dollari al litro, contro i 3,50 al gallone di gennaio. Il 23 settembre Politico aveva scritto che la Casa Bianca preparava un divieto di 90 giorni, cioè fino a dopo il voto; la Casa Bianca ha smentito, ma i mercati si sono mossi lo stesso: i futures del diesel Usa hanno perso il 6,3%, quelli europei sono saliti fino al 7%, e il premio del gasolio europeo sul Brent ha superato i 95 dollari al barile, mai così alto dal 2011.Il ministro e lo strumento «spuntato»Perché un divieto che il suo stesso ministro giudica inefficace? Perché il ministro, una settimana fa, era di tutt’altro avviso pubblico. Il 23 settembre, a un evento dell’Economist a New York, Wright aveva detto — riferisce Reuters — che «lo strumento spuntato del divieto all’export di diesel decisamente non funziona»: senza esportazioni «finiscono i posti dove stoccarlo e si deve ridurre la raffinazione», con benzina e cherosene per aerei spinti al rialzo. Il giorno dopo sondava i grandi raffinatori su una restrizione volontaria. Ieri ha ammesso che l’offerta è «tesa» per le esportazioni perdute di Russia, Medio Oriente e Cina, con le raffinerie americane «a livelli record».L’industria è compatta contro. L’associazione dei raffinatori Usa avverte che il divieto «si ritorcerebbe» contro il Paese: 1,5 milioni di barili al giorno senza sbocco, tagli alla lavorazione fino a 1,9 milioni e 750.000 barili di benzina in meno, secondo le stime di S&P Global. Tre dozzine di associazioni industriali hanno firmato una lettera al presidente. Burgum, nella stessa stanza, ha detto che il divieto si valuterebbe se abbassasse i prezzi, «ma non è questo il caso». Wood Mackenzie prevede stoccaggi Usa pieni e America Latina ed Europa costrette a contendersi i carichi. Intanto i raffinatori americani hanno incassato circa 25 miliardi di dollari dall’export di diesel in 90 giorni, un dato di S&P Global ripreso dal Wall Street Journal.Dall’altra parte dell’Atlantico il conto è già arrivato. Secondo la Commissione europea, al 14 settembre il gasolio costava in media 2,159 euro al litro e la benzina 2,063, massimi della serie che parte dal 2005: 108 euro per un pieno da 50 litri. Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi sfiorano i 2,50; Malta, la più bassa, 1,21. Il diesel è più che raddoppiato da inizio anno. La Germania da oggi, 1 ottobre, taglia le accise di 17 centesimi al litro fino a fine anno (2,5 miliardi di euro); la Francia ha varato il 22 settembre un pacchetto da 450 milioni per chi fa oltre 30 chilometri al giorno per lavoro; la Spagna ha ridotto le tasse sui carburanti, e i leader Ue hanno allentato le regole su aiuti di Stato e bilanci. «È una crudele ironia che gli Usa siano i meno vulnerabili a una crisi che hanno creato loro, mentre l’economia europea incassa di nuovo il colpo», ha detto Antony Froggatt, analista di Transport & Environment, che calcola 203 milioni di euro al giorno di spesa in più solo per il gasolio. In Francia tornano gli appelli ai «gilet gialli» del 2018. Bruxelles non ha commentato gli «annunci» europei promessi da Wright, e nessun governo ha detto quali forniture sarebbero in arrivo.Il calcolo che tiene insieme la stanza sta tutto in quel «ne parliamo ogni giorno»: un divieto ufficialmente smentito, mai deciso e mai escluso, pesa sui prezzi del diesel americano senza che la Casa Bianca ne paghi il costo — e a cinque settimane dal voto il bersaglio non è il mercato mondiale, sono le pompe del Midwest.