“Lo stato di salute del settore è sicuramente buono, però non mancano preoccupazioni all’orizzonte, evidenziate bene dal Rapporto. L’instabilità geopolitica ha portato sicuramente un aumento dei costi di produzione di circa il 30% negli ultimi anni. Per mantenere in salute e profittevole un asset importante che offre risparmio ai cittadini, noi dobbiamo intervenire”. Lo dice ai microfoni di LaPresse Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, a margine della presentazione a Roma, all’Ara Pacis, del XI Rapporto dell’Osservatorio sui Farmaci Accessibili di Egualia, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group. Non pochi i rischi che emergono dalla lettura del report, come evidenzia Daniela Bianco, partner di ‘The European House – Ambrosetti, Responsabile Health & Life Sciences Teah Group’. “Il rischio per il nostro paese è di non avere più tutta una serie di farmaci”, spiega Bianco, specificando come “i farmaci accessibili hanno un rischio più alto rispetto ad altre categorie”. Tutto questo è particolarmente importante per “perché nella filiera il 60-80% delle materie prime provengono da Cina e India, quindi non siamo autonomi da questo punto di vista”. Da qui le quattro richieste di Egualia in vista dei prossimi interventi sulla governance farmaceutica. Ovvero: adeguare i prezzi dei farmaci accessibili ed essenziali quando l’aumento strutturale dei costi ne compromette la sostenibilità; rendere pienamente operativi gli accordi quadro multi-aggiudicatario; rivedere il payback per i farmaci fuori brevetto già sottoposti alla competizione delle gare (“oggi siamo arrivati, dato consolidato per quanto riguarda il 2025, a dover pagare come comparto farmaceutico un payback alle regioni di 2,4 miliardi”, ricorda il presidente Egualia), e intervenire sulle forti ed ingiustificate differenze territoriali nell’utilizzo degli equivalenti (“la penetrazione del farmaco equivalente è sicuramente quasi la metà nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Nord”, puntualizza Zagaria). Insomma, le imprese non chiedono di spendere di più, ma di creare le condizioni per spendere meglio, tutelando farmaci che sono fra i più utilizzati dai cittadini, chiosa Zagaria. Non mancano le risposte dal governo, affidate all’intervento del sottosegretario alla Sanità Marcello Gemmato: “E’ stato abolito il payback dell’1,83%, una tassa di scopo fatta a seguito del terremoto d’Abruzzo e che era pagata dall’industria farmaceutica in maniera strutturale”. Gemmato rivendica il “contributo alla sostenibilità di un settore che riteniamo essere strategico e fondamentale nella validazione di un risparmio e quindi di sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale Pubblico“. “Detto questo, le altre richieste sono accoglibili”, insiste ancora il sottosegretario. “Normative che si possono fare anche senza impatto di carattere economico, ma che comunque fungono per rendere sostenibile il mondo degli equivalenti, che a sua volta dà un contributo di risparmio al nostro Sistema Sanitario e specificatamente la farmaceutica”, conclude.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Farmaci accessibili in Italia, le 4 richieste di Egualia e la risposta di Gemmato","description": "Farmaci accessibili in Italia, le 4 richieste di Egualia e la risposta di Gemmato","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/09/29/da8deca514e1a1c8343bbef7296ffd04-1200x675.jpg","uploadDate": "2026-09-29T16:38:24+02:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder61/1790689452_2e3dfebb53987ae7e140ac8861ff100e_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Farmaci accessibili in Italia, le 4 richieste di Egualia e la risposta di Gemmato proviene da LaPresse