Morte di Michele Merlo, i genitori faranno appello dopo il no al risarcimento: «Con l’emocromo poteva salvarsi. Il medico ha sbagliato»

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Non ha ancora una fine la vicenda giudiziaria della morte di Michele Merlo, cantautore vicentino ed ex concorrente di Amici scomparso il 6 giugno 2021, a 28 anni, all’ospedale Maggiore di Bologna per una leucemia indicata come fulminante. Dopo che il Tribunale di Vicenza ha rigettato la richiesta di risarcimento presentata dai genitori contro il medico di base del figlio, il padre Domenico fa sapere in un’intervista a Repubblica che, insieme alla moglie Katia, presenterà appello. Secondo la famiglia, infatti, con una diagnosi tempestiva da parte del medico Michele avrebbe potuto salvarsi, mentre il giudice, nonostante abbia sottolineato la negligenza del professionista, ha escluso un legame tra il ritardo nella diagnosi e la morte del ragazzo.Per il padre con l’emocromo Michele avrebbe potuto salvarsiDurante l’intervista, il punto di Domenico è uno: Michele avrebbe potuto continuare a vivere se gli avessero fatto l’emocromo. «Il Ctu (Consulente Tecnico d’Ufficio) ha affermato che Michele non sarebbe stato salvabile nei tempi necessari» spiega il padre, aggiungendo che sempre il Ctu aveva sostenuto che l’esito dell’emocromo sarebbe arrivato solo dopo 72 ore. Contro questa tesi, Domenico afferma che «i periti della Procura di Bologna avevano sostenuto che era salvabile dall’85 al 97 per cento» e che «l’emocromo in ospedale te lo danno in mezz’ora». Ma soprattutto Michele sarebbe potuto guarire in tre mesi «iniziando le cure lo stesso giorno o il giorno dopo che il medico lo aveva visto». Stando poi alle parole di un ematologo importante, ora in pensione, «la leucemia fulminante non esiste. Veniva chiamata così anni fa perché le morti improvvise non si sapeva a che cosa attribuirle» dice Domenico a Repubblica. Invece proprio la leucemia fulminante è stata data come spiegazione della morte del figlio.Perché i genitori faranno appelloDa quel 6 giugno 2021, i genitori di Michele non hanno mai smesso di lottare. Domenico parla di un processo «travagliato con un cambio di quattro giudici» in cui alla fine è stato ascoltato il Ctu. Dopo la sentenza del Tribunale, la famiglia Merlo chiede correttezza. «Non voglio crocifiggere nessuno. Non cercavo vendetta, volevo solamente giustizia. – afferma Domenico a Repubblica – Vorrei almeno che venisse riconosciuto: hai sbagliato. E questo medico ha sbagliato». E ancora: «Lui ha sbagliato una cosa gravissima. Non voglio che venga radiato, perché tanto comunque non succederà mai. Ma vuoi almeno dirgli: sei colpevole, hai sbagliato, ti rendi conto?». Domenico e Katia quindi non si fermano. «Entro 30 giorni verrà depositato l’appello, perché la sentenza ce l’hanno già notificata. Non è una questione di soldi. Non dormiamo più. Io e mia moglie non stiamo bene. Dobbiamo riuscire a voltare pagina».Gli ultimi ricordi legati al figlio MicheleInsieme a Repubblica, Domenico ripercorre anche gli ultimi anni del figlio, che dopo Amici stava proseguendo la carriera musicale. «Aveva già date fissate nei palazzetti, aveva scritto un libro, faceva linee di abbigliamento. Aveva fatto anche provini con Muccino per dei film». Poi con la pandemia tutti i progetti si sono fermati, ma Michele aveva deciso di registrare comunque la canzone Farfalle, senza aspettare la fine del Covid. «C’ero anch’io. – dice Domenico – È quasi un testamento, come se sentisse che non stava bene».L’affetto continuo da parte dei fanI genitori non sono gli unici che tengono in vita il nome di Michele. Subito dopo la sua scomparsa è nata l’associazione Romantico Ribelle, pensata per chi come lui vuole vivere di musica. «Fa capo a Roma ed è sostenuta dai follower di Michele. Hanno messo in piedi una raccolta fondi per far fronte alle prossime spese dell’appello» spiega Domenico nell’intervista. E poi l’affetto dei suoi fan continua ad arrivare alla famiglia. «C’è ancora gente che ogni 6 del mese viene al cimitero da Alessandria, Ferrara, Bologna, dal Piemonte. Vengono anche a trovarci».L'articolo Morte di Michele Merlo, i genitori faranno appello dopo il no al risarcimento: «Con l’emocromo poteva salvarsi. Il medico ha sbagliato» proviene da Open.