Il futuro del centrosinistra milanese per la successione al sindaco Giuseppe Sala si tinge di giallo e apre a forti tensioni politiche. Come ha scritto ieri Milano Quotidiano, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e i vertici del Nazareno guardano con estrema cautela alle prossime scadenze elettorali, bloccando o rallentando le spinte per una corsa anticipata alle primarie.Dietro la linea di prudenza della segreteria nazionale si cela un timore profondo legato agli equilibri del cosiddetto “campo largo”. Mettere in moto primarie aperte e allargate a livello nazionale per la scelta della leadership in vista delle Politiche del 2027 espone il Partito Democratico al rischio di un’affermazione di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Negli ambienti vicini al Nazareno serpeggia il dubbio che una consultazione aperta a platee sterminate possa favorire i 5 Stelle o subire dinamiche e infiltrazioni esterne, alterando i rapporti di forza interni alla coalizione. Di conseguenza, l’orientamento di vertice punta a evitare fughe in avanti che possano imporre una linea analoga anche sul piano nazionale.Questa strategia di contenimento ha immediate ripercussioni sul capoluogo lombardo. I vertici nazionali del Pd avrebbero frenato Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in Regione Lombardia e figura di riferimento della sinistra interna del partito, che avrebbe dovuto annunciare ieri la sua candidatura alle primarie per Palazzo Marino. Majorino era pronto ad ufficializzare la sua discesa in campo, forte di un radicamento solido nei quartieri e di un’alleanza stretta con la sinistra del Pd e di un legame con Alleanza Verdi e Sinistra. Il blocco imposto da Roma congela le ambizioni dell’ala più radicale e movimentista del centrosinistra.Senza la valvola di sfogo delle primarie aperte o con un percorso fortemente guidato e ristretto, prende quota l’ipotesi di candidature civiche o più moderate, come quella del giornalista Mario Calabresi, nome stimato e forte nei sondaggi ma percepito dall’ala sinistra della coalizione come espressione di un profilo troppo centrista. Questo scenario rischia di provocare una reazione a catena a Milano. La sinistra del Pd e più progressista potrebbero vivere l’operazione come un’imposizione calata dall’alto da parte del Nazareno. Il rischio concreto, evidenziato da diversi osservatori, è duplice: disaffezione della base con una fetta consistente di elettori che potrebbe decidere di disertare le urne e candidature alternative con l’area più a sinistra che potrebbe convergere su un nome di rottura, spaccando il fronte che ha governato Palazzo Marino per un decennio.La partita per il dopo-Sala si trasforma così in un braccio di ferro tra la linea nazionale della prudenza — dettata dai timori nei confronti di Conte e degli equilibri con il M5S (pacifista a livello internazionale con lo stop di invio alle armi all’Ucraina che trova d’accordo la stragrande maggioranza degli elettori del campo largo) — e l’esigenza di radicamento e rappresentanza della sinistra diffusa a Milano. Una tensione che, settimana dopo settimana, promette di agitare profondamente le acque del centrosinistra. E non va dimenticato che Azione di Carlo Calenda appoggerebbe certamente Calabresi ma mai e poi mai Majorino. E a Milano i moderati contano molto più che altre zone d’Italia.L'articolo La paura di Schlein e del Pd per Conte candidato premier alle Politiche terremota il centrosinistra milanese. Giallo primarie proviene da Nicolaporro.it.