Acqua: Celli, a Roma la consideriamo infrastruttura naturale essenziale

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Roma guarda all’acqua “come a un’infrastruttura naturale essenziale per la resilienza urbana”. Questa affermazione è stata pronunciata dalla presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli, durante il suo intervento allo Euromediterranean Water Forum, svoltosi presso il centro congressi La Nuvola a Roma. Celli ha ricordato che lo scorso marzo, in Campidoglio, è stata dedicata una giornata al tema del Pianeta acqua, con la partecipazione di Jeremy Rifkin. “Abbiamo cercato di trasformare quella riflessione culturale in una responsabilità istituzionale concreta – ha aggiunto – . L’acqua è infatti un elemento fondamentale per la sicurezza del territorio, per la salute, per la qualità della vita e per lo sviluppo delle nostre comunità. Per questo motivo, l’Assemblea capitolina ha approvato un ordine del giorno che impegna Roma a rafforzare le politiche di resilienza idrica, adattamento climatico e tutela ambientale, promuovendo innovazione, sostenibilità e una nuova cultura dell’acqua, fino all’obiettivo di candidare Roma come Capitale dell’acqua. Questa scelta si inserisce perfettamente nel percorso europeo del Green deal e del Blue deal. In questa direzione, già a gennaio 2025, Roma Capitale ha approvato la sua prima Strategia di adattamento climatico. È una scelta importante perché ci ricorda che non possiamo affrontare separatamente i diversi rischi climatici: la città deve essere preparata sia alla scarsità d’acqua che a precipitazioni sempre più intense.”Progetto della cassa di espansione del Canale Palocco“Nell’ultima seduta, l’Assemblea capitolina – ha ricordato Celli – ha approvato il progetto della cassa di espansione del Canale Palocco, situato a Madonnetta. Si tratta di un intervento strategico volto a ridurre il rischio di allagamenti. L’investimento previsto ammonta a 34,43 milioni di euro, con una capacità utile di circa 277 mila metri cubi. La cassa consentirà di trattenere temporaneamente parte dell’acqua durante le piene e regolarne il deflusso. Quando non sarà utilizzata per la funzione idraulica, l’area sarà inoltre fruibile come parco pubblico. Questo rappresenta un esempio concreto di adattamento climatico: un’opera che accresce la sicurezza e, allo stesso tempo, restituisce qualità urbana ai cittadini. Perché, di fronte a eventi meteorologici sempre più intensi, non possiamo limitarci a intervenire dopo il danno. Dobbiamo investire nella prevenzione. Tuttavia, Celli ha concluso affermando che “una città non può governare da sola l’acqua. Abbiamo bisogno di fare rete e, in questa prospettiva, è importante il percorso avviato tra Anci e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale. Lo scorso giugno, a Roma, proprio in Campidoglio, abbiamo ospitato la presentazione del protocollo d’intesa. Il suo valore va oltre il contenuto tecnico: l’obiettivo è infatti condividere competenze, dati, conoscenze e responsabilità. Questo significa riconoscere anche il ruolo dei Consigli comunali, che devono essere luoghi di confronto pubblico, decisione e responsabilità sulle grandi trasformazioni dei nostri territori. La gestione dell’acqua non è soltanto una questione tecnica; è una responsabilità verso il presente e soprattutto verso le generazioni future. Roma vuole fare la propria parte attraverso la Strategia di adattamento climatico, gli investimenti sulle infrastrutture idriche, la prevenzione del rischio idraulico, il riuso e la tutela delle acque. Vogliamo farlo insieme agli altri territori e a tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti. Perché l’acqua ci insegna una cosa fondamentale: nessuno può governarla da solo. Prendersi cura dell’acqua significa prendersi cura dei territori, delle comunità e delle generazioni future.”