La pubblicazione dei nuovi Lea in Gazzetta Ufficiale “è senz’altro una buona notizia, ma se non si adegua il Fondo sanitario nazionale e non si programma un piano straordinario di assunzioni, il rischio è che rimanga un diritto solo sulla carta, che non si traduce in prestazioni per i cittadini”. Questo è quanto dichiara in una nota il responsabile Welfare di Azione e consigliere regionale, Alessio D’Amato.Le criticità del sistema sanitario italiano“Già oggi, una parte significativa delle prestazioni inserite nei Lea viene acquisita dai cittadini solo attraverso la spesa privata a carico delle famiglie. Se il denominatore aumenta e, di conseguenza, aumentano le prestazioni da garantire, senza incrementare adeguatamente il Fondo sanitario, il rischio è di aumentare le diseguaglianze” – prosegue D’Amato.Necessità di un finanziamento adeguato“Se lo Stato riconosce un livello definito essenziale, di conseguenza, deve riconoscere anche un livello minimo di finanziamento per erogare i Lea. L’Italia è sotto la media europea e il Servizio sanitario nazionale è sottofinanziato da molti anni e, con il governo in carica, ha raggiunto il punto più basso in termini percentuali dell’ultimo decennio”.