Studenti e professori controllati con il metal detector fuori da un liceo di Roma: la misura per prevenire una possibile sparatoria

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I metal detector entrano nelle mure scolastiche con il primo controllo effettuato al Liceo Edoardo Amaldi nel quartiere Torre Gaia di Roma. La misura è stata decisa dalla dirigente scolastica dopo la segnalazione di una possibile sparatoria nella scuola ed è stata effettuata nella mattina di giovedì 1 ottobre agli ingressi dell’istituto. Inoltre, è la prima volta che nella Capitale viene applicata la direttiva ministeriale dello scorso gennaio.Come sono avvenuti i controlliI controlli sono stati disposti dalla Questura di Roma, d’intesa con il prefetto Lamberto Giannini. Poi attuati dal personale del VI Distretto di Polizia di Stato Casilino con il coinvolgimento degli equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Sono avvenuti all’esterno e agli ingressi della scuola, in un clima di collaborazione con studenti e professori. Stando a quanto riferito dalla Questura, «i controlli hanno permesso di escludere il rischio segnalato e di garantire il normale ingresso nelle due sedi». I militari, infatti, non hanno riscontrato criticità e non hanno trovato nessun oggetto di metallo che avrebbe potuto portare a situazioni di pericolo. Perché la dirigente scolastica ha voluto i metal detectorCome riportato dall’Ansa e raccontato da Rete degli studenti medi del Lazio, sulla pagina Instagram «spotted» del Liceo erano state diffuse minacce anonime per una possibile sparatoria nella scuola. Per la dirigente scolastica è stato quindi fondamentale agire con la forma di prevenzione. Soprattutto dopo il caso dell’aggressione alla docente nella scuola Verga di Centocelle lo scorso 18 settembre. Durante le ore di lezione, un ragazzo di 13 anni aveva ferito con tre coltellate la professoressa, per poi spruzzarle dello spray urticante.Una scelta che divideLa decisione di sottoporre ai metal detector gli studenti è stata ponderata dal Prefetto e dal Questore di Roma, che ha disposto l’intervento con controlli nei casi ritenuti critici. Nonostante ciò, per molti non è la strada corretta. «Pensare che la risposta a questi problemi possa essere la presenza della polizia e l’introduzione di metal detector nelle scuole è semplicistico. – spiega Simone Montori, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio -. La scuola deve essere un luogo di formazione, non una caserma. Servono strumenti capaci di garantire sicurezza senza trasformare gli istituti in luoghi di controllo e paura».Cosa prevede la direttiva di gennaioÈ la prima volta che vengono eseguiti i controlli dopo la direttiva congiunta varata dal Ministro dell’Interno e del Ministro dell’Istruzione e del Merito del gennaio 2026. L’obiettivo del governo è di contrastare i fenomeni di violenza negli istituti scolastici, promuovendo spazi educativi sicuri. Con la direttiva si mira a prevenire episodi di bullismo, spaccio di droga e presenza di armi nelle scuole tramite controlli mirati e, su richiesta specifica, uso di metal detector.L'articolo Studenti e professori controllati con il metal detector fuori da un liceo di Roma: la misura per prevenire una possibile sparatoria proviene da Open.