Caso Regeni, condannati a 10 anni tre dei quattro 007 egiziani: caduta l’accusa di omicidio

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Condannati a dieci anni di carcere tre dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati per il sequestro di Giulio Regeni. La Prima Corte d’Assise di Roma ha inflitto la pena a Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, assolvendo il generale Tariq Sabir. I giudici hanno escluso il reato di omicidio e le aggravanti contestate, riconoscendo inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale per la durata della pena e tre anni di libertà vigilata dopo l’espiazione. In aula, al momento della lettura del dispositivo, i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni hanno accolto la sentenza impassibili, senza applausi né gesti, accanto alla figlia Irene e all’avvocata Alessandra Ballerini. La decisione arriva dieci anni dopo il sequestro del ricercatore friulano al Cairo, il 25 gennaio 2016, e il ritrovamento del suo corpo martoriato il 3 febbraio. All’esterno del tribunale decine di giornalisti, fotografi e telecamere hanno seguito il verdetto atteso da un decennio, mentre all’interno l’aula è rimasta in silenzio fino alla lettura delle condanne. La Corte ha disposto il risarcimento delle parti civili: una provvisionale di 200 mila euro ciascuno per Paola Deffendi e Claudio Regeni, 100 mila euro per Irene Regeni e 150 mila euro alla Presidenza del Consiglio, oltre alle spese legali liquidate in favore dei familiari e dell’Avvocatura dello Stato. “Al di là delle singole condanne è evidente che l’impianto probatorio della procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo leggere le motivazioni. Ora anche il governo deve prenderne atto, reclamare il risarcimento del danno stabilito dall’avvocatura dello Stato e rompere i rapporti con un Paese che lungi dall’essere sicuro, tortura e uccide anche i cittadini degli stati cosiddetti amico”, ha dichiarato Alessandra Ballerini. L’avvocata ha poi aggiunto: “L’impunità può essere sconfitta e l’arbitrio può trovare un argine nelle democrazie. Saremo sempre grati alla procura e agli investigatori per il loro instancabile lavoro e a Giulio che anche oggi ha fatto cose”. Subito dopo il dispositivo è intervenuta la segretaria del Pd Elly Schlein, che dopo aver abbracciato i genitori di Giulio, ha dichiarato: “Arriva finalmente anche la giustizia per Giulio Regeni, arriva soltanto grazie al lavoro straordinario della procura, alla tenacia della famiglia Regeni e al lavoro dell’avvocata Ballerini. È una giornata emozionante perché viene dopo dieci anni di lotta per la verità e per la giustizia nonostante i depistaggi. È una sentenza che fa giurisprudenza perché condanna tre uomini dell’apparato dei servizi egiziani per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni. Nessuno potrà mai più negare le responsabilità del regime egiziano: bisogna prenderne atto e agire di conseguenza. Questa è una sentenza importante per tutte le Giulie e i Giulii d’Egitto, un faro di speranza per tutti gli oppressi dai regimi di tutto il mondo”. Soddisfatta per l’assoluzione del proprio assistito l’avvocata Paola Armellini, difensore di Tariq Sabir: “È caduta per il mio assistito l’accusa di omicidio, è questo che va sottolineato. Sono soddisfatta. Secondo il mio giudizio non c’erano prove di una sua responsabilità nei reati contestati”. Ha inoltre ribadito le proprie riserve sul procedimento, sostenendo che agli imputati non sia stata garantita una piena possibilità di difesa. Tra le reazioni politiche, Nicola Fratoianni ha parlato di una sentenza che “arriva finalmente anche se con anni di ritardo”, chiedendo al governo di pretendere la consegna dei responsabili e di interrompere i rapporti con il regime egiziano in caso di ulteriore mancata collaborazione. Laura Boldrini ha definito il verdetto “una vittoria della famiglia Regeni e dell’avvocata Ballerini”. Presente in aula anche il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi che, accanto al procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, ha seguito la lettura del dispositivo e ha spiegato al termine dell’udienza: “È una sentenza che dimostra come, nonostante dieci anni di depistaggi, silenzi e mancata collaborazione, la giustizia italiana sia riuscita ad accertare una verità processuale fondata su prove solide. È il risultato del lavoro instancabile dei magistrati, degli investigatori e della tenacia della famiglia Regeni”. Questo articolo Caso Regeni, condannati a 10 anni tre dei quattro 007 egiziani: caduta l’accusa di omicidio proviene da LaPresse