«Il sistema fiscale è cambiato molto dagli anni Settanta, quando c’erano tantissime aliquote, dal 10 al 70%. Oggi ci sono solo tre aliquote, tante forme di sgravi, la no tax area, eccetera. Certo, c’è anche tanta evasione fiscale, ma negli ultimi anni si è ridotta». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.L’evasione fiscale«Dal 2023 al 2025 – aggiunge – abbiamo recuperato 101 miliardi, un record assoluto: 31,4 miliardi nel 2023, 33,4 nel ’24 e 36,2 nel ’25. Rispetto all’impostazione tradizionale, ora il fisco è fatto non solo di norme, ma di norme e tecnologia», aggiunge. Pare certo, invece, che aumenterete il secondo scaglione Irpef fino a 60mila euro di reddito. Ma lo sconto, che può arrivare fino a 1000 euro all’anno, verrà annullato oltre una certa soglia di reddito? «Sono per le cose semplici e quindi non metterei tetti. Ma bisognerà verificare le coperture, circa 2,7 miliardi. E poi c’è sempre un livello di decisione politica che spetta ai leader. Ma il segnale di attenzione al ceto medio ci sarà».Il taglio delle tasseSecondo il viceministro si può anche pensare «a una flat tax del 5% sugli aumenti di reddito da un anno all’altro per i giovani fino a 35 anni, una misura che dovrebbe essere accompagnata da un beneficio fiscale per il datore di lavoro che concede aumenti. Penso sia bene mantenere gli sgravi del 50 e 36% sulle ristrutturazioni, rispettivamente, della prima e seconda casa, che altrimenti dal 2027 scenderebbero al 36 e 30%. Inoltre, sono per introdurre la cedolare secca del 21% anche sulle locazioni degli immobili commerciali entro determinati limiti: può aiutare in particolare il commercio di prossimità, facilitando l’accordo tra esercenti e proprietari su canoni più bassi», conclude.L'articolo La promessa del governo: meno tasse sul ceto medio proviene da Open.