Marocco, il re incarica Fatima Ezzahra El Mansouri di formare il governo: è la prima donna a guidarlo

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RABAT — «Non vado a votare: ho perso ogni fiducia nella classe politica». Lo diceva a Rabat, alla vigilia delle legislative del 23 settembre, un’elettrice intervistata dall’Afp; come lei è rimasto a casa il 62% degli iscritti. Sei giorni dopo, martedì 29 settembre, il re Mohammed VI ha ricevuto al Palazzo reale della capitale Fatima Ezzahra El Mansouri e l’ha nominata capo del governo, incaricandola di formare l’esecutivo. È la prima donna a guidare un governo nella storia del Marocco, la seconda nel mondo arabo dopo la tunisina Najla Bouden.L’annuncio lo ha dato un comunicato del Ministero della Casa reale, diffuso dai media di Stato marocchini. El Mansouri, avvocata, ex sindaca di Marrakech, dall’ottobre 2021 ministra dell’Urbanistica e dell’abitazione nel governo uscente, dal febbraio 2024 guida insieme ad altri due dirigenti il Partito dell’autenticità e della modernità (Pam), formazione liberale di centro arrivata prima al voto con 97 seggi sui 395 della Camera dei rappresentanti. Il suo primo compito, riferisce Reuters, sono le consultazioni per la squadra di governo.Perché lei e non un altro? La Costituzione del 2011, all’articolo 47, obbliga il sovrano a scegliere il capo del governo nel partito arrivato primo, ma non necessariamente il suo leader. Nelle ultime settimane a Rabat circolava un altro nome: Fouzi Lekjaa, ministro del Bilancio e presidente della Federcalcio marocchina, che in campagna aveva promesso di fare dei giovani «una forza capace di portare valore aggiunto, invece di restare indietro». Il re ha scelto la ministra.I numeri del voto li ha fissati il ministero dell’Interno: dietro il Pam, il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni) del premier uscente con 66 seggi e l’Istiqlal, il Partito dell’indipendenza, con 65. Nel 2021 l’ordine era rovesciato: 102 all’Rni, 87 al Pam, 81 all’Istiqlal. Aziz Akhannouch, imprenditore miliardario e capo del governo dal 2021, aveva lasciato la guida del partito a febbraio e non si è ricandidato. Ma il dato che pesa è un altro: affluenza al 38%, la più bassa dal 2007 (36,8%), contro il 50,4% di cinque anni fa. Su circa 16 milioni di iscritti, solo il 4% ha fra i 18 e i 24 anni.Era il primo voto dopo le proteste giovanili «GenZ 212» dell’autunno 2025 — sanità, scuola, dimissioni del premier — finite con tre morti vicino ad Agadir, quando le forze di sicurezza aprirono il fuoco su una folla che secondo le autorità tentava di assaltare un posto di polizia. In estate, poi, l’afflusso di massa di migranti verso l’enclave spagnola di Ceuta, con decine di morti. Il segnale del Palazzo, più che agli elettori rimasti a casa, sembra rivolto alla generazione che un anno fa era in piazza: via il miliardario, dentro un volto nuovo.Il sindaco fermato a TangeriIl partito della nuova premier arriva all’incarico con un’ombra. Lunedì mattina il sindaco di Tangeri, Mounir Limouri, segretario regionale del Pam e responsabile della campagna del partito in città, è stato fermato all’aeroporto Ibn Battuta al rientro da Malaga in base a un mandato di ricerca nazionale. Una fonte giudiziaria ha detto all’Afp che è «in stato di fermo su ordine della procura nell’ambito dell’inchiesta per presunti brogli elettorali»; altre cinque persone, fra cui due presidenti di seggio, sono in custodia cautelare. Con lui i fermati salgono a sette.Tutto nasce da un sacchetto di schede trovato il 23 settembre addosso a un vicepresidente di seggio, fuori dalla scuola Al Quds, nel quartiere popolare di Casabarata. L’ipotesi degli inquirenti: schede sottratte e reintrodotte — l’inchiostro di quelle sequestrate non corrisponde a quello usato nei seggi. Il procuratore generale presso la Corte d’appello di Tangeri ha interrogato Limouri per circa dieci ore, contestandogli tabulati di telefonate con altri indagati nei giorni precedenti il voto, e ha chiesto al giudice istruttore l’apertura di un’istruttoria formale per violazione delle procedure di voto e falso. Il ministero dell’Interno ha inviato in città una commissione centrale di ispezione «per accertare i fatti» in due seggi della circoscrizione Tangeri-Assilah.Limouri, prima di rientrare, aveva negato di essere fuggito: viaggio d’affari in Spagna, incontri con clienti, piena disponibilità a presentarsi ai magistrati. Il Pam ha respinto le accuse sugli episodi di Tangeri e ha dichiarato di sostenere l’inchiesta. Da El Mansouri, nelle ore della nomina, nessuna parola sul caso. La sua prima frase da capo del governo, il Marocco la aspetta ancora.