Oggi per andare dalla Sicilia a Malta c’è bisogno dell’aereo o del traghetto, ma secoli fa si poteva semplicemente camminare su una striscia di terra. A sostenerlo sono l’Istituto di Scienze Marine del CNR (Cnr-Ismar) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) che hanno collaborato nel progetto Bridges per esplorare i fondali del Canale di Sicilia.La terra che oggi non conosciamoIl punto di partenza è l’ultima grande glaciazione quando le calotte di ghiaccio avevano sottratto enormi quantità d’acqua ai mari e fatto emergere una parte di crosta terrestre, oggi inesistente. Inoltre, circa 22 mila anni fa il Mediterraneo aveva raggiunto il suo minimo storico, con un livello inferiore di 120 metri rispetto a quello attuale. Gli esperti, quindi, hanno ipotizzato la presenza di una lingua di terra al largo della costa sud-orientale della Sicilia.Le nuove mappe ad alta risoluzione, riprese anche da Focus.it, mostrano un paesaggio sottomarino molto più articolato di quello descritto dai rilievi di inizio Novecento. Dorsali discontinue lunghe decine di chilometri, depressioni e bacini riparati che ricordano le lagune costiere attuali, protette da barriere naturali. L’insieme richiama un arcipelago inabissato. E tra gli elementi più interessanti, gli esperti segnalano la possibile presenza di una barriera corallina. Saranno le analisi in programma a stabilire se l’ipotesi regge e quale ecosistema costiero si fosse sviluppato in quell’area, mentre i campioni di sedimento, datati con il radiocarbonio, permetteranno di stabilire quando ciascun lembo di terra sia stato sommerso.Le domande a cui la scienza non riesce ancora a rispondereResta però una domanda ancora aperta: qualcuno ha davvero attraversato a piedi quel passaggio? Secondo la ricerca, potrebbe essere stato frequentato da animali e da gruppi di cacciatori-raccoglitori siciliani alla ricerca di risorse. Ma la presenza dell’uomo sul ponte non è dimostrata. Un dato, invece, è considerato certo: quando i primi esseri umani giunsero a Malta, quella striscia di terra era già scomparsa. Per lungo tempo si era ritenuto che l’isola fosse stata popolata da agricoltori neolitici arrivati circa 7.500 anni fa, ma un recente studio pubblicato su Nature ha individuato, nel nord di Malta, tracce di cacciatori-agricoltori più antiche di un millennio.E dato che il ponte era già scomparso, le popolazioni sono arrivate navigando in mare aperto, segnalando la notevole capacità delle comunità mesolitiche di muoversi via mare. Anche qui, tuttavia, i dubbi non mancano. Non è chiaro se quei resti appartengano davvero ai primi abitanti o se la storia dell’isola sia ancora più antica e da scoprire. Un’ultima ipotesi sostiene che forse quella terra, con lagune protette e acque basse ricche di pesci e molluschi, potrebbe aver rappresentato una fonte di sostentamento capace di attirare gruppi umani.L'articolo Dalla Sicilia si arrivava a Malta camminando: il fondale del Canale racconta un ponte di terra scomparso proviene da Open.