Le mazzette nei panettoni, i turni da 20 ore per gli operai, l’amianto nascosto e il materiale scadente: lo scandalo corruzione sul cantiere Tav Bari-Napoli

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Nascondevano le mazzette nei pacchi regalo per Natale, con il denaro disposto sotto i panettoni. Questo è solo uno degli illeciti che alcuni rappresentanti dell’Areco, l’azienda a cui è stata subappaltata la costruzione della Tav Napoli-Bari avrebbero commesso in cambio di nuovi affidamenti, informazioni sulle offerte concorrenti e corsie preferenziali sui pagamenti. L’indagine è partita dalla Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri che ipotizza un vasto giro di corruzione sui lavori per l’Alta velocità , tra le opere pubbliche in cantiere più importanti del Paese dall’importo di 5,8 miliardi di euro finanziati anche con il Pnrr, il piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dopo gli interrogatori preventivi ai 49 indagati, la giudice Federica Girardi ha firmato una ventina di misure cautelari: dieci persone sono finite agli arresti domiciliari, cinque sono state sottoposte alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e all’obbligo di presentazione alla polizia, due anche alla sospensione totale dall’esercizio di un pubblico servizio per un anno e tre alla misura interdittiva della sospensione totale dall’esercizio pubblico per un anno.Le mazzette contestate dalla ProcuraSecondo l’accusa, alcuni responsabili e addetti ai cantieri (Nacav, Hirpinia AV e Telese) avrebbero favorito l’azienda attraverso affidamenti, lavori in economia, pareri favorevoli, accelerazioni nei pagamenti e agevolazioni nei subappalti. In cambio sarebbero stati riconosciuti denaro, regali e altre utilità. Al centro dell’inchiesta le presunte mazzette elargite a De Luca, direttore del cantiere di Afragola di Nacav. Nel luglio del 2024, inoltre, sarebbero state predisposte per due dipendenti di Nacav, Maurizio Di Prima e Alessanro Cupellini, confezioni di formaggi accompagnati da plichi al cui interno c’era del denaro. Il 4 novembre del 2024 Aristodemo Busillo, legale dell’Hirpinia, avrebbe ricevuto una busta gialla da Dante Salzillo, legale e socio di Areco, che, dopo la consegna, ha commentato: «Cà si è pigliat ‘a mazzett’». Durante le feste natalizie del 2024 poi gli investigatori hanno scoperto la preparazione di box natalizi contenenti denaro contante con l’indicazione di nascondere le banconote «sotto il panettone» o «in mezzo ai biscotti». Infine, il 18 dicembre del 2025 vengono trovati cinque orologi di lusso, tra cui un Cartier da 7.900 euro, destinato, secondo l’accusa, ai dipendenti dell’Hirpinia, Maurizio Ferroni e Francesco Cosentino, che in cambio avrebbero fatto ottenere l’appalto per i lavori di scavo ad Areco.Lo sfruttamento dei lavoratori egizianiUn ulteriore filone investigativo – scrive in una nota il procuratore Nicola Gratteri – ha riguardato l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari. In particolare, sarebbe stata verificata la presenza nei cantieri di 34 lavoratori di origine egiziana sottoposti a condizioni lavorative particolarmente gravose e degradanti, con turni anche di 20 ore, violazioni dei periodi di riposo, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e inosservanza delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. I lavoratori venivano impiegati nei cantieri Nacav, Hirpinia e Telese.La presenza di amianto e i sospetti sulla qualità del calcestruzzoE non solo, un altro filone riguarda lo smaltimento dei rifiuti prodotti nei cantieri. Secondo l’accusa, l’azienda di Giovanni Gentile, la Gentile Ambiente Spa, avrebbe smaltito rifiuti pericolosi provenienti anche dagli scavi della galleria del cantiere Hirpinia AV di Grottaminarda, in cui erano presenti tracce di amianto. Infine dalle indagini sono emersi sospetti sulla qualità del calcestruzzo fornito e impiegato nel cantiere di Grottaminarda del Consorzio Hirpinia.L'articolo Le mazzette nei panettoni, i turni da 20 ore per gli operai, l’amianto nascosto e il materiale scadente: lo scandalo corruzione sul cantiere Tav Bari-Napoli proviene da Open.