L’Europa si prepara all’inverno e chiede di tagliare i consumi di gas: «I prezzi resteranno alti. Dalla guerra in Iran 100 miliardi di costi extra»

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Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, i Paesi dell’Unione europea hanno «superato i 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio». A snocciolare dati e statistiche sulla crisi energetica ancora in corso è Dan Jorgensen, commissario europeo all’Energia. Parlando a margina del Consiglio Ue in corso a Dublino, il politico danese ha messo in guardia dalle sfide che attendono il Vecchio Continente nei prossimi mesi. «Ci stiamo avvicinando a un inverno che sarà impegnativo», avverte Jorgensen. Non tanto perché mancheranno gli approvvigionamenti di energia, quanto per i prezzi, che – ammette – «saranno molto alti».Il pressing di Bruxelles per ridurre i consumiNei giorni scorsi, Jorgensen è tornato a scrivere ai ventisette ministri dell’energia, incluso l’italiano Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo loro di adottare «misure per ridurre la domanda di gas ed elettricità per tutto il tempo necessario». Il ragionamento di Bruxelles è il seguente: se l’offerta globale resta “strozzata” dalle tensioni in Medio Oriente, un taglio dei consumi «può rappresentare uno strumento efficace per contribuire a contenere i prezzi». Il problema per l’Europa non è tanto un’eventuale carenza di approvvigionamento, quanto i prezzi alle stelle, che hanno spinto alcuni Paesi – tra cui la Germania – a non riempire i depositi di gas prima dell’inverno.Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, le riserve di gas a livello europeo sono piene al 70% circa, il 12 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In questo contesto, l’Italia rappresenta un’eccezione positiva: a un mese dalla chiusura della campagna di riempimento, il nostro Paese è all’86,3% del riempimento degli stoccaggi e punta di raggiungere senza difficoltà l’obiettivo del 90%. Nella lettera indirizzata ai ministri dell’Ambiente, Jorgensen sostiene che l’Ue sia meglio preparata rispetto all’inverno del 2021, quando la Russia ridusse drasticamente le forniture di gas all’Europa. Ciononostante, chiede ai governi di adottare misure per ridurre i consumi di gas ed elettricità. Per esempio, limitando le temperature negli edifici pubblici e spegnendo l’illuminazione pubblica non necessaria.L’Italia torna alla carica sull’Ets in vista del Consiglio europeoDella questione si parlerà inevitabilmente anche al Consiglio europeo di ottobre, dove l’Italia con ogni probabilità tornerà a chiedere una revisione del meccanismo Ets, il sistema europeo di tassazione del carbonio. Secondo Palazzo Chigi, si tratta di uno strumento che «gonfia artificialmente i prezzi e crea squilibri tre gli Stati, danneggiando la competitività delle imprese e delle industrie europee». Nel frattempo, da Bruxelles arriva un annuncio destinato a far sorridere l’Italia. «Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione del regolamento sul metano, nella parte relativa alle importazioni. Ecco perché, dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi Ue, ho incaricato i miei servizi di valutare la possibilità di posticipare», ha fatto sapere Jorgensen.Il rinvio della stretta sull’import di metano è una delle richieste che il governo italiano porta avanti da tempo a livello europeo. «Non possiamo permetterci regole che restringono l’accesso a fornitori affidabili proprio ora che la sicurezza degli approvvigionamenti è, più che mai, una priorità strategica», ha commentato la viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava, da Dublino. Oggi, la premier e il ministro Giancarlo Giorgetti sono volati a Praga per concordare una serie di proposte sul caro energia da presentare insieme alla Repubblica Ceca al summit di ottobre.Foto copertina: EPA/Toms KalninsL'articolo L’Europa si prepara all’inverno e chiede di tagliare i consumi di gas: «I prezzi resteranno alti. Dalla guerra in Iran 100 miliardi di costi extra» proviene da Open.