AGI - Scontro di bilancio tra Roma e Bruxelles: la premier Giorgia Meloni scrive a Ursula von der Leyen chiedendo margini d'azione contro rincari e inflazione, ma dalla Commissione Ue arriva una frenata immediata. Nella sua lettera, il Capo del Governo italiano evidenzia come le attuali regole di spesa limitino il sostegno a famiglie e imprese in un contesto economico fragile. La replica dell'Esecutivo comunitario non si fa attendere: "Abbiamo già concesso maggiore flessibilità", sottolineando come l'Italia abbia già richiesto l'attivazione della clausola di salvaguardia.La lettera di Meloni alla von der LeyenLa pressione dell'inflazione e l'impatto dei costi energetici riaprono il confronto tra Roma e Bruxelles sulle regole di bilancio. La premier Giorgia Meloni ha inviato una lettera ufficiale alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per chiedere maggiore margine di manovra sulle spese pubbliche.Nella missiva, la premier fotografa così le difficoltà di famiglie e tessuto produttivo: "Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per attenuare l'aumento dei prezzi del carburante e delle bollette energetiche, il reddito reale disponibile delle famiglie sta subendo un duro colpo, con l'inflazione complessiva che a settembre ha raggiunto un nuovo massimo. Inoltre, la competitività delle imprese europee è stata severamente colpita dai maggiori costi energetici".Secondo Meloni, gli attuali vincoli europei rischiano di imbrigliare le misure di sostegno necessarie per contrastare la crisi: "In questo contesto i percorsi concordati di spesa netta nell'ambito del quadro fiscale europeo lasciano un margine limitato per alleviare l'impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure di contenimento in un momento di significativi rischi al ribasso per l'economia. Riteniamo che il quadro di bilancio lasci alla Commissione europea il margine necessario per tenere conto dei fattori rilevanti che ho appena evidenziato nel valutare ex ante il rispetto della regola di spesa in sede di esame dei prossimi progetti di piani di bilancio".La premier ribadisce comunque l'impegno dell'Italia sui saldi di finanza pubblica, pur chiedendo pragmatismo: "Siamo consapevoli del rischio che comporta la modifica delle norme di bilancio di recente introduzione, volte al raggiungimento di un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito".La replica della Commissione UeLa risposta da Bruxelles è arrivata a stretto giro durante il quotidiano briefing con la stampa, dove la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, ha subito precisato la posizione dell'Esecutivo comunitario: "Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri".A fare il punto sui margini già accordati e sulla situazione specifica dell'Italia è stato poi il portavoce Ue per il bilancio, Balazs Ujvari: "Vorrei aggiungere che non abbiamo ancora ricevuto la lettera, ma naturalmente la terremo d'occhio e vi informeremo se la situazione dovesse cambiare. Abbiamo esteso l'ambito di applicazione della cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, prevista inizialmente per la difesa, anche all'energia, proprio per offrire agli Stati membri lo spazio di bilancio necessario ad adottare misure di risposta alla crisi energetica che stiamo affrontando".Ujvari ha quindi confermato che l'Italia ha già avanzato la sua richiesta: "Questa iniziativa offre agli Stati membri la possibilita' di discostarsi dal cosiddetto percorso di spesa netta per un importo pari allo 0,6% del Pil complessivo, nel periodo compreso tra il febbraio 2026 e la fine del 2028. Si tratta di uno spazio fiscale aggiuntivo di cui e' possibile avvalersi, a condizione che vengano espletate le relative procedure. Finora abbiamo ricevuto indicazioni da due Stati membri intenzionati a muoversi in questa direzione. Uno di essi e' proprio l'Italia, da cui abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione. E' arrivata un paio di settimane fa ed e' al vaglio della Commissione".