Caro energia, Meloni scrive a von Der Leyen: “Spazio limitato per aiutare famiglie e imprese”

Wait 5 sec.

“Gli attuali percorsi di spesa netta concordati nell’ambito del quadro di bilancio europeo lasciano uno spazio limitato per attenuare l’impatto sulle famiglie e sulle imprese senza ricorrere a misure di inasprimento in un momento caratterizzato da significativi rischi al ribasso per l’economia”. È quanto scrive la premier Giorgia Meloni nella lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella quale affronta l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici e i vincoli delle regole di bilancio dell’Ue.Meloni sottolinea che, nonostante “la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per frenare l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette”, il reddito disponibile reale delle famiglie “sta subendo un duro colpo”. La premier evidenzia inoltre che “l’inflazione complessiva a settembre ha raggiunto un nuovo massimo” e che “la competitività delle imprese europee è stata gravemente compromessa dall’aumento dei costi energetici”.Meloni: “Consapevoli degli impegni assunti dall’Italia”Nella lettera, la presidente del Consiglio riconosce i vincoli legati alle nuove regole di bilancio. “Siamo consapevoli del rischio che comporta la modifica delle norme di bilancio di recente introduzione, volte al raggiungimento di un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito”, scrive.Meloni ribadisce inoltre che il governo è “pienamente consapevole degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta”. Allo stesso tempo, però, secondo la premier il quadro europeo consentirebbe alla Commissione di considerare alcuni fattori straordinari. “Riteniamo che il quadro di bilancio lasci alla Commissione europea il margine necessario per tenere conto dei fattori rilevanti che ho appena evidenziato nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa in sede di esame dei prossimi progetti di piani di bilancio”, afferma.Giorgia Meloni (Foto LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili)Il punto centrale della richiesta riguarda l’impatto dell’inflazione sulle finanze pubbliche. “Il tetto alla crescita della spesa netta è fissato in termini nominali e, in quanto tale, potrebbe non tenere pienamente conto dell’impatto di bilancio derivante da un’inflazione che superi in modo significativo le proiezioni alla base del percorso di spesa netta concordato”, scrive Meloni. La premier osserva inoltre che la spesa pubblica potrebbe aumentare “a causa di meccanismi e processi di mercato al di fuori del controllo del governo”.Meloni: “Utilizzare almeno una parte delle entrate aggiuntive”Meloni si sofferma quindi sul gettito fiscale generato dall’aumento dell’inflazione e sulla possibilità di utilizzarlo per sostenere famiglie e imprese. “L’incremento a breve termine del gettito delle imposte indirette derivante dall’aumento dell’inflazione non può essere utilizzato per finanziare misure di sostegno fiscale compensative a meno che uno Stato membro non disponga di margine all’interno della traiettoria di spesa netta concordata”, spiega. Queste misure, osserva la premier, sono considerate dalle regole europee “variazioni discrezionali delle entrate”. Meloni riconosce che questa impostazione punta a garantire “la solidità dei conti pubblici nel medio termine”, ma invita comunque a valutare una soluzione. “Dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate aggiuntive al fine di attenuare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato”, scrive nella lettera a von der Leyen.La premier quantifica anche l’impatto che un’inflazione superiore alle previsioni potrebbe avere sulla spesa italiana. “Nel caso dell’Italia, la dotazione di spesa direttamente influenzata da un’inflazione che supera in modo significativo le proiezioni alla base del piano di bilancio equivale al 20,4% del PIL”, afferma. A questa componente si aggiungono, secondo Meloni, altre voci di spesa destinate a risentire dell’aumento dei prezzi già dal 2027: “Altre componenti di spesa che subiranno l’impatto di un’inflazione più elevata già nel 2027 ammontano al 12,0% del PIL”.(Foto archivio LaPresse)Meloni: “Mercati energetici estremamente tesi”Nella parte conclusiva della lettera, la premier collega la situazione economica anche alla crisi in Medio Oriente e alle conseguenze sui mercati energetici. “Mentre entriamo nel quarto trimestre dell’anno, le speranze di una rapida risoluzione della crisi in Medio Oriente sono state deluse e i mercati energetici rimangono estremamente tesi”, scrive Meloni. La premier richiama quindi l’andamento dei prezzi: “Il prezzo del petrolio greggio in euro è superiore di quasi l’80 per cento rispetto all’inizio dell’anno; il gas naturale è più costoso del 156 per cento”. È in questo contesto che Meloni chiede alla Commissione europea di considerare i margini offerti dal quadro di bilancio per poter intervenire, in maniera temporanea e mirata, sull’impatto dell’aumento dei costi energetici per famiglie e imprese.Questo articolo Caro energia, Meloni scrive a von Der Leyen: “Spazio limitato per aiutare famiglie e imprese” proviene da LaPresse