Una supplente di matematica di una scuola elementare in provincia di Taranto è stata condannata a 4 anni di reclusione per maltrattamenti ai danni dei bambini di una seconda elementare. Gli episodi risalgono al 2014-2015 quando la maestra, oggi 63enne, infliggeva punizione violente agli alunni usando dello scotch da imballaggio per tappare loro la bocca e fissarli alla porta dell’aula oppure delle corde per immobilizzarli alle sedie.Cosa hanno raccontato i bambini sulla maestra di matematicaSono stati gli stessi bambini a raccontare le violenze subite, prima a un’altra insegnante della scuola, poi ai genitori e infine nell’incidente probatorio, che ha permesso di cristallizzare il materiale agli atti del processo. Le testimonianze hanno fatto emergere i dettagli delle punizioni: inizialmente l’ira della maestra aveva come obiettivo il materiale scolastico, nella maggior parte dei casi lanciato dalle finestre e in altri sotterrato negli alberi vicino alla scuola. La donna passava poi alle violenze fisiche usando scotch e corde, intimando agli alunni di essere allontanati dai genitori o di finire in carcere se avessero raccontato il tutto.Le conseguenze psicologiche dei comportamenti della maestraIl clima di terrore ha avuto ripercussioni psicologiche nei bambini: incubi notturni, timore del contatto fisico e il rifiuto di avvicinamento anche da parte della famiglia, stati d’agitazione casuali. Inoltre, anche fuori dall’orario scolastico, gli alunni si rifiutavano di leggere ad alta voce per paura di sbagliare e di scaturire anche nei genitori le stesse reazioni dell’insegnante di matematica. Proprio per questo alcuni degli allievi della classe hanno dovuto affrontare un percorso terapeutico con un esperto che potesse aiutarli a superare il trauma vissuto.Gli episodi esaminati dal Tribunale di TarantoLa questione è finita davanti al Tribunale di Taranto con la maestra assistita dall’avvocato Valerio Sgarrino e le famiglie degli studenti costituite parte civile con la legale Viviana Rago. Esaminando il caso, la giudice Federica Furio ha ritenute che «le prove raccolte hanno evidenziato l’esistenza di un vero e proprio modello relazionale improntato alla mortificazione dell’alunno, della paura quale strumento ordinario di gestione della classe e alla compressione della libertà personale dei bambini mediante pratiche coercitive e umilianti sistematicamente reiterate», come scritto nella sentenza riportata da Repubblica. Il clima di «sistematiche vessazioni fisiche e morali, caratterizzato da umiliazioni, coercizioni e minacce» hanno determinato nei bambini «una stabile condizione di paura e sofferenza incompatibile con i doveri educativi connessi alla funzione docente».Reclusione, interdizione e pagamento alle famiglieI maltrattamenti, secondo la giudice, hanno inciso «direttamente sulla dignità personale dei minori e hanno trasformato il contesto scolastico, che dovrebbe rappresentare un luogo di crescita, apprendimento e sicurezza, in un ambiente caratterizzato da paura, mortificazione e sofferenza psicologica». Per questo, Furio ha condannato la supplente a 4 anni di reclusione per gravi condotte ai danni dei bambini di seconda elementare, all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e al pagamento di 5 mila euro per ogni famiglia costituita parte civile nel processo.L'articolo Tappava la bocca degli alunni con lo scotch, legati con le corde per stare fermi: l’orrore di una supplente alle elementari. Arriva la condanna proviene da Open.