MOSCA — Alle 14:53 di Mosca, le 13:53 in Italia, il sito del governo pubblica l’ordine firmato dal primo ministro Mikhail Mishustin: il progetto di bilancio 2027-2029 è trasmesso alla Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento. Nel plico c’è una riga lasciata in bianco — quanto la Russia abbia davvero speso in armi nel 2026 resta classificato e non sarà reso noto — e una riga che invece parla da sola: 17.100 miliardi di rubli alla difesa per il prossimo anno, circa 180 miliardi di euro, il livello più alto dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022.È il documento con cui Mosca si prepara al quinto anno di guerra. Rispetto a quanto il Parlamento aveva approvato un anno fa per il 2027, la spesa militare cresce del 27%, cioè di 3.600 miliardi di rubli; il deficit di quest’anno raddoppia; l’Iva sale dal 20 al 22%; pensioni, sanità e scuola perdono tra il 6 e il 7%. La prima lettura è fissata per il 29 ottobre, ha detto il presidente della commissione Bilancio della Duma, Andrei Makarov.I numeri li ha anticipati Reuters, che ha potuto leggere i documenti già alla fine di settembre. Il disavanzo del 2026 passa da 3.785 a 7.345 miliardi di rubli, dall’1,6 al 3,2% del prodotto interno lordo. Nel triennio il buco complessivo sfiora i 16.000 miliardi, poco meno di 200 miliardi di dollari, e per coprirlo lo Stato aumenterà le emissioni di debito del 43% già nel 2027, a 7.700 miliardi. La difesa resterà sopra i 16.000 miliardi anche nel 2028 e nel 2029: in tre anni, 50.000 miliardi di rubli alle forze armate.Il resto paga. La voce «politica sociale» — pensioni, assegni di maternità, pagamenti ai reduci — scende del 7% rispetto al piano precedente; l’istruzione del 6%, la sanità del 6,8%; strade, infrastrutture e sussidi all’agricoltura del 7,4%. In tutto circa 2.000 miliardi di rubli in meno, mentre il solo servizio del debito si avvia verso i 4.000 miliardi quest’anno, un decimo della spesa federale. Il bilancio federale non comprende però quelli di regioni e comuni, che coprono una parte rilevante del welfare russo.L’Iva al 22%Da dove arrivano i soldi, se il petrolio non basta più? Dalle tasse interne. Oltre all’Iva, il governo abbassa la soglia di fatturato sotto la quale le piccole imprese ne erano esenti, applica il 22% agli acquisti sui marketplace stranieri, introduce un’imposta progressiva sui redditi da capitale — dividendi, interessi sui depositi sopra il milione di rubli, plusvalenze immobiliari — e un prelievo sugli extraprofitti di metallurgia e miniere da circa 200 miliardi l’anno. Esenti, per legge, i redditi dei «partecipanti all’operazione militare speciale», il nome ufficiale della guerra.Mosca difende il testo. «Il progetto di bilancio è bilanciato, condizione importante per mantenere la stabilità macroeconomica e ridurre l’inflazione», recita il comunicato del governo. Il ministro delle Finanze Anton Siluanov, citato dall’agenzia di Stato Tass, assicura che il bilancio «consentirà di adempiere a tutti gli obblighi dello Stato» e indica come priorità difesa, sicurezza e sostegno ai combattenti e alle loro famiglie. Il presidente Vladimir Putin, il mese scorso, aveva detto che il deficit non comporta rischi «critici» e ricordato un debito pubblico intorno al 19% del Pil. Peccato che l’obiettivo del pareggio strutturale, promesso per il 2025, sia stato spostato dallo stesso Siluanov al 2029.Il Fondo nazionale per il benessere, il salvadanaio petrolifero del Cremlino, aveva 9.700 miliardi di rubli liquidi nel febbraio 2022: oggi ne ha circa 4.000, e per la prima volta dall’invasione il piano prevede di rialimentarlo anziché svuotarlo, osserva il Cepa, centro studi di Washington. Il prezzo di riferimento del greggio nella regola di bilancio scende da 59 a 50 dollari al barile. La partita è tutta qui: il conto della guerra, finora pagato con la rendita del petrolio e con i risparmi accumulati, viene presentato per la prima volta per iscritto a pensionati, scuole e ospedali.In fondo al pacchetto fiscale c’è una misura minuscola, 100 rubli — poco più di un euro — su ogni pacco in arrivo dall’estero con merci sotto i 200 euro. Finora quei pacchi entravano senza dazio. Dal 2027 anche la cassetta delle lettere contribuirà alla difesa.